La Casa Bianca sta valutando un stop totale alle esportazioni americane di gasolio, una mossa che potrebbe rischiare di far esplodere i prezzi del diesel in Europa. L’idea, pensata per aumentare l’offerta sul mercato interno alla vigilia delle elezioni di Midterm, potrebbe togliere dal mercato internazionale una quantità di carburante di cui l’Europa è oggi fortemente dipendente. Secondo il Financial Times, i collaboratori del presidente hanno presentato diverse opzioni, tra cui la limitazione delle vendite internazionali di gasolio, e i funzionari hanno informato gli alleati stranieri, incluso il Regno Unito, di possibili interruzioni nelle forniture.
La dipendenza europea dal gasolio americano
Dopo la perdita delle forniture russe, gli Stati Uniti sono diventati uno dei principali fornitori del Vecchio Continente. Secondo i dati Kpler citati da Euronews, quest’anno gli USA hanno fornito circa 180mila barili di diesel al giorno sui circa 580mila barili importati dall’UE, ossia circa un terzo (32%). Nell’Europa nord-occidentale la dipendenza è ancora più elevata: circa 200mila barili al giorno su 350mila di importazioni extra-regionali, ossia circa il 57%. Se quei 180mila barili dovessero sparire, l’Europa dovrebbe provare a reperirli sul mercato internazionale, ma trovarli potrebbe non essere affatto semplice, specialmente dopo il crollo delle esportazioni russe e la riduzione dei flussi dal Medio Oriente.
La riduzione delle esportazioni internazionali ha già causato un aumento dei prezzi. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni via mare di gasolio e diesel sono diminuite del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Finora, ci avevano pensato proprio gli Stati Uniti a colmare i flussi ridotti da Russia e Medio Oriente, ma la situazione ora rischia di complicarsi.
Le conseguenze di un blocco delle esportazioni
La corsa dei prezzi e il pressing di Trump sulla Cina hanno già fatto aumentare i prezzi del diesel europeo fino al 7% nei giorni scorsi, con il future europeo di riferimento che ha superato i 200 dollari al barile. Un eventuale divieto dell’export da parte di Washington avrebbe conseguenze molto rilevanti sul resto del mondo e in particolare sull’Europa.
Ed è per questo che, sempre secondo la ricostruzione del quotidiano britannico, la Casa Bianca ha già chiesto agli alleati europei di utilizzare parte delle proprie riserve e ha discusso con Pechino la possibilità di aumentare la produzione delle raffinerie cinesi. Per frenare il malcontento, i repubblicani degli Stati più a vocazione agricola – guidati dal senatore dell’Iowa Chuck Grassley – spingono per un intervento rapido. Il deputato del Tennessee Tim Burchett, per esempio, ha messo a punto una proposta di legge per vietare in toto le esportazioni di gasolio.
Le compagnie petrolifere e alcuni esponenti di Trump non vedono effetti positivi. Dall’altra parte, ci sono le compagnie petrolifere e alcuni esponenti della stessa amministrazione Trump, secondo cui un blocco non farebbe davvero abbassare i prezzi del diesel. I segretari Chris Wright (Energia), Doug Burgum (Interno) e Scott Bessent (Tesoro) avrebbero espresso perplessità sulla misura. A poco più di un mese dalle elezioni di Midterm, tutti i sondaggi danno i candidati repubblicani in grossa difficoltà. Ed è proprio per tamponare questa crisi di popolarità che Trump potrebbe optare per una misura drastica come lo stop alle esportazioni di diesel, confidando in una discesa dei prezzi. Il rischio, però, è che per farlo, finisca per farlo salire in Europa.



