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giovedì 1 Ottobre 2026

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Alessio Tacchinardi: “L’Italia non può fare a meno di Zidane e di un calcio più tecnico”

Alessio Tacchinardi valuta la squadra azzurra e il ruolo di Zidane. L’Italia deve giocare a calcio, non a strappi.

Un’Italia che deve giocare a calcio

Alessio Tacchinardi, ex giocatore e commentatore, ha espresso le sue opinioni sull’Italia in vista del match contro la Francia. «Sì, questa è un’Italia che deve giocare a calcio, palleggiando, perché non abbiamo giocatori che “strappano” saltando l’uomo», ha detto. Secondo lui, il calcio italiano ha bisogno di un approccio più tecnico e di giocatori che sappiano muoversi con intelligenza, non solo con forza fisica. «E chi più di tutti ha dimostrato di saperlo fare è proprio Fagioli», ha aggiunto, riconoscendo il valore del giocatore come palleggiatore. L’idea di un centrocampo a tre con Fagioli al centro è vista come una soluzione adatta a sfruttare le sue qualità di attaccante imprevedibile.

La squadra italiana deve costruire una casa. «Adesso bisogna costruire una casa», ha detto Tacchinardi, riferendosi al momento cruciale per la squadra. «Con il Belgio è crollata in maniera pesante e rischiavi di non poterla più rimettere in piedi. In Turchia invece abbiamo messo le fondamenta, ora dobbiamo provare a tirare su qualche colonna portante», ha spiegato. Per lui, la partita contro la Francia è un’occasione per dimostrare che l’Italia può giocare bene, anche se il livello dei francesi è molto alto.

Zidane, un allenatore che ha superato le aspettative

Su Zidane, Tacchinardi ha espresso un giudizio positivo. «Non me lo sarei mai aspettato», ha detto, riferendosi al fatto che l’ex calciatore abbia diventato un grande allenatore. «Mai, mai, zero, neanche con una sfera magica. E sfido tutti i miei compagni alla Juve a dire il contrario, ovvero che Zizou sarebbe diventato non un grande, ma un super allenatore», ha commentato con un sorriso. L’allenatore, però, ha scelto di rimanere in Nazionale, un’opzione che Tacchinardi apprezzia: «Ha quel’ amore per la Nazionale che lo ha portato a diventare ct. E averlo in panchina è un valore per i giocatori».

La passione di Mancini è un elemento chiave. «Mi sono ricreduto quando l’ho visto in Turchia, a Bursa, nell’intervista fatta appena finita la partita: aveva addosso un veleno che dimostrava come fosse ancora incavolato per quanto accaduto dopo la partita col Belgio», ha spiegato. Per Tacchinardi, questa passione e questa determinazione sono fondamentali per trasmettere energia ai giocatori. «Al giorno d’oggi è fondamentale che l’allenatore riesca a trasmettere questo veleno ai giocatori», ha concluso.

La squadra italiana deve dimostrare di poter giocare bene, anche se il livello dei francesi è molto alto. «Domani siamo contenti se…», ha detto Tacchinardi, «se usciamo dal campo con personalità, con una crescita, magari dopo aver provato a imporre il bel gioco visto con la Turchia, il tutto senza guardare al risultato che in questo momento non è la cosa più importante, considerato che avremo di fronte giocatori stellari che possono farti gol in qualsiasi momento».

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