L’emendamento che introduce indennità per i presidenti e i consiglieri delle ex Province in Sicilia è stato approvato in sede di commissione bilancio dell’Assemblea regionale. L’approvazione, ottenuta a maggioranza con il voto favorevole anche del Pd, ha visto il sostegno del capogruppo di FdI Giorgio Assenza. L’obiettivo dell’emendamento è di introdurre le indennità di carica per i presidenti delle sei ex Province, i rimborsi per le spese di viaggio anche per i consiglieri, e la retribuzione per assenze e permessi. L’incarico, ora denominato “Liberi Consorzi”, non sarà più gratuito, ma avrà un costo economico.
La norma dovrà ora passare al vaglio dell’Aula parlamentare per l’approvazione definitiva. Tuttavia, l’approvazione ha suscitato opposizioni da parte del M5s e del gruppo Controcorrente. I deputati M5s Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano hanno espresso la loro contrarietà, sottolineando che l’approvazione dell’emendamento avviene in un momento in cui la Sicilia affronta gravi problemi economici. Secondo loro, il governo non sta rispondendo ai bisogni delle famiglie e delle imprese, ma si concentra su interessi politici.
Controcorrente e M5s: un emendamento “vergognoso”
Per Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro di Controcorrente, l’emendamento rappresenta una scelta “vergognosa” e hanno espresso il loro voto contrario. Secondo loro, il governo Schifani non ha mai trovato fondi per i bisogni dei siciliani, ma si concentra su interessi politici. “Siamo all’ennesima follia del governo Schifani”, hanno dichiarato. La critica si concentra anche sul fatto che gran parte degli emendamenti presentati da opposizione sono stati bocciati per mancanza di fondi. La posizione di Controcorrente si basa sull’idea che l’approvazione dell’emendamento non risponda alle esigenze reali della popolazione. “Mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti, la maggioranza cosa fa?”, hanno chiesto i deputati. La loro critica si accompagna a una speranza che, con l’avvicinarsi delle elezioni, i siciliani possano prendere decisioni più responsabili.
Un dibattito tra economia e politica
La discussione sull’emendamento ha acceso un dibattito tra economia e politica. Per la corte di Schifani, i soldi non mancano mai per i bisogni dei siciliani, ma per i deputati M5s, questa affermazione non tiene conto della realtà. Secondo loro, il governo non ha trovato fondi per le famiglie e le imprese, ma si concentra su interessi politici. “È assurdo che in un momento come questo, in cui famiglie e imprese sono con l’acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia, qui si pensi solo a garantire certa politica”, hanno affermato i deputati M5s.
La situazione in Sicilia è complessa e l’emendamento rappresenta un ulteriore punto di contenzioso tra governo e opposizione. Mentre alcuni vedono un passo verso una maggiore formalità e trasparenza, altri vedono un ulteriore spreco di risorse in un momento di crisi economica. L’approvazione dell’emendamento non risolve i problemi, ma apre nuove discussioni su come gestire le risorse in un contesto di difficoltà.



