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giovedì 1 Ottobre 2026

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Ghiacciai alpini in crisi: il caldo estremo ha ridotto il loro volume del 64% dall’Ottocento

Gli ghiacciai alpini si riducono a causa del caldo estremo, con un calo del 64% del volume dall’Ottocento.

Le Alpi stanno vivendo un periodo di profonda trasformazione, con i ghiacciai che si ritirano a causa delle ondate di caldo estremo. Dall’Ottocento, il volume dei ghiacciai alpini è diminuito del 64%, con un calo del 27% nel decennio 2016-2026. L’estate 2026, segnata da temperature record e eventi meteorologici estremi, ha accelerato questa tendenza, portando a un ritiro senza precedenti. In Italia, il ghiacciaio dell’Adamello, il più grande delle Alpi, ha perso 265 metri tra il 2023 e il 2025, mentre sul Monte Bianco il lobo frontale del ghiacciaio del Miage si è abbassato di 15 metri in sei anni.

Caldo estremo e fusione accelerata

Secondo i dati dell’agenzia Glamos, in Svizzera i ghiacciai hanno perso il 5,5% del loro volume quest’anno, con un ritmo di fusione due volte maggiore rispetto a qualsiasi altro quinquennio precedente. Tra il 2022 e il 2026, il calo del volume complessivo è stato del 20% rispetto ai livelli del 2021. L’agenzia MétéoSuisse ha confermato che la temperatura media in Svizzera è aumentata in modo significativo, con i mesi di giugno, luglio e agosto 2026 tra i più caldi mai registrati dal 1864. Lo strato di neve che normalmente protegge i ghiacciai si è fuso parzialmente all’inizio della stagione e, a fine settembre, è totalmente scomparso anche a 3.500 metri di altitudine.

La situazione è drammatica, tanto che i glaciologi hanno espresso preoccupazioni. “In queste condizioni, i ghiacciai alpini non hanno alcuna possibilità di sopravvivere”, ha dichiarato un esperto. La perdita di ghiacciai non è solo un problema ambientale, ma ha implicazioni economiche e sociali, con effetti su fonti d’acqua, agricoltura e turismo.

Impatto su ecosistemi e territorio

La riduzione dei ghiacciai ha conseguenze dirette sull’ambiente e sul territorio. In Italia, la Carovana di Legambiente ha rilevato che i sette ghiacciai monitorati, tra cui l’Adamello, il Miage e il Planpincieux, si ritirano a causa di temperature elevate e siccità. L’organizzazione ha segnalato un aumento delle colate detritiche e una deformazione delle morene. Inoltre, dove i ghiacciai si ritirano, si diffondono specie vegetali pioniere, un fenomeno che richiede una riflessione su come gestire il territorio montano. La situazione in Austria è altrettanto preoccupante. Il ghiacciaio Pasterze, il più grande del Paese, rischia di dividersi in due, con un calo medio annuo di 1,5 metri. Secondo i dati di GeoSphere Austria, presenta attualmente uno spessore di circa 40 metri. Negli anni dal 2022 al 2024, si sono superati i due metri di perdita.

In Francia, gli scienziati dell’Istituto di geoscienze dell’ambiente dell’università Grenoble-Alpes hanno effettuato misurazioni su numerosi ghiacciai, in particolare nei dipartimenti dell’Isère e della Savoia. Delphine Six, glaciologa, ha commentato i primi rilievi: “Sappiamo che i ghiacciai fondono, soprattutto a bassa altitudine, ma in questo caso lo notiamo anche a 3.500 metri, come nel caso del Monte Bianco. La prima volta che è accaduto è stata nel 2022”. L’agenzia Météo-France ha d’altra parte conteggiato in estate 43 giorni di vigilanza arancione per il caldo estremo nel corso dell’estate: quasi il doppio delle 22 giornate del 2025.

La combinazione di temperature estreme, siccità e eventi meteorologici estremi ha accelerato il ritiro dei ghiacciai, con conseguenze a lungo termine. In Lombardia, il ghiacciaio dei Forni è arretrato di tre chilometri da inizio secolo. La stessa Legambiente ricorda anche che dalla metà dell’Ottocento al 2015 le Alpi hanno perso circa il 57 per cento della superficie e il 64 per cento del volume.

La situazione è drammatica, tanto che i glaciologi hanno espresso preoccupazioni. “In queste condizioni, i ghiacciai alpini non hanno alcuna possibilità di sopravvivere”, ha dichiarato un esperto. La perdita di ghiacciai non è solo un problema ambientale, ma ha implicazioni economiche e sociali, con effetti su fonti d’acqua, agricoltura e turismo. La comunità scientifica e le associazioni ambientaliste chiedono urgenti misure per mitigare l’impatto del riscaldamento globale e proteggere i ghiacc

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