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giovedì 1 Ottobre 2026

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L’Italia torna sopra quota 50 nel Pmi manifatturiero, Germania e Francia rallentano

L’Italia torna sopra quota 50 nel Pmi manifatturiero, Germania e Francia rallentano.

L’industria manifatturiera italiana ha registrato un miglioramento significativo a settembre, tornando sopra quota 50 nel Pmi, segno di espansione, dopo un calo di agosto. Al contrario, la Germania e la Francia hanno registrato un rallentamento, mentre l’Eurozona rimane stabile. I dati, diffusi oggi, mostrano un quadro misto per l’industria europea, con l’Italia che sorprende positivamente nel mese in cui si aspettava una conferma della frenata di agosto.

Un’Italia in crescita, ma con domanda fragile

L’indice Hcob Pmi manifatturiero italiano è salito a 50,4 punti a settembre, sopra la soglia di espansione e meglio delle attese degli analisti (50,0), dopo il calo di agosto a 49,6 punti. Secondo Eleanor Dennison di S&P Global Market Intelligence, « il settore manifatturiero italiano ha chiuso il terzo trimestre su basi più stabili: l’ambiente della domanda è rimasto fragile, ma il calo dei nuovi ordini è stato notevolmente meno marcato rispetto ad agosto ». Le prospettive a dodici mesi restano positive, con imprese che si attendono produzione e assunzioni in crescita, pur in un contesto di incertezza legato al conflitto in Medio Oriente e ai rischi sugli investimenti.

La resilienza del settore italiano si conferma nonostante le incertezze. L’Italia torna a sorprendere in positivo proprio nel mese in cui si aspettava una conferma della frenata di agosto, dimostrando una certa capacità di adattamento alle condizioni esterne.

Germania e Francia in rallentamento, Eurozona stabile

La Germania e la Francia, invece, hanno registrato un calo nei dati Pmi manifatturiero. Il Pmi tedesco è sceso a 53,8 punti, sotto le attese di 54,0 e in calo dai 54,3 di agosto, un rallentamento definito « inatteso » dagli analisti. In Francia, l’indice è sceso a 50,3 punti, da 51,1 di agosto e sotto le attese di 50,9, pur restando per il secondo mese consecutivo in area di espansione. A livello aggregato, il Pmi manifatturiero dell’Eurozona è rimasto stabile a 52,7 punti, invariato rispetto ad agosto e leggermente sopra le attese (52,6), con l’indice di produzione salito a 53,4, il livello più alto da oltre quattro anni. Il quadro dell’Eurozona mostra una diversità tra i paesi membri. Mentre l’Italia torna in espansione, la Germania e la Francia rallentano, creando un’immagine di un’Europa a due velocità.

Gli Stati Uniti vanno in controtendenza, almeno nei dati privati: il Pmi manifatturiero flash S&P Global di settembre è balzato a 57,0 punti, il ritmo più sostenuto da aprile 2022, mentre l’indice composito (manifattura più servizi) ha toccato i massimi da luglio 2021. Tuttavia, il dato contrasta con la rilevazione dell’Institute for Supply Management, più seguita dagli investitori istituzionali: l’indice ISM manifatturiero è sceso ad agosto a 54,6 punti, da 55,6 di luglio e sotto le attese di 55,2, con i nuovi ordini in frenata da 56,7 a 53,7. Il dato ISM di settembre, atteso oggi alle 16:00, sarà la prova del nove per capire se l’industria USA sta davvero accelerando o solo rallentando in modo più contenuto.

Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, l’accelerazione della crescita economica è coerente con un Pil in espansione dello 0,4% trimestrale, e « la resilienza della crescita economica probabilmente incoraggia la Bce a rialzare i tassi prima di fine anno », una lettura che si inserisce nello stesso filone delle parole con cui il capo economista Bce Philip Lane aveva previsto un’inflazione energetica più persistente del previsto.

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