Il settore retail italiano mostra segni di crescita strutturale, con il presidente della Confederazione nazionale dei centri commerciali (Cncc), Roberto Zoia, che ha espresso fiducia nel proseguire la trasformazione del settore e nel guardare al 2027 con ottimismo. Il 2026, in particolare, ha archiviato la fase di recupero post pandemia e ha aperto la strada a nuovi modelli di sviluppo, con un mercato dei centri commerciali e degli outlet che registra segnali di fiducia sia da parte dei consumatori che degli operatori.
Un mercato in crescita su basi solide
Il retail fisico ha ormai superato la fase di recupero successiva alla pandemia e si è inserito in una stagione di crescita più strutturale, fondata su basi solide. I consumatori continuano a scegliere i centri commerciali, ma con aspettative diverse rispetto al passato: cercano un’offerta commerciale ampia e, insieme, servizi, ristorazione, intrattenimento e occasioni di socialità. È proprio la capacità degli shopping place di rispondere a questi nuovi bisogni a sostenerne l’attrattività.
La qualità del progetto e l’evoluzione con il consumatore sono le discriminanti principali.
Secondo Zoia, oggi non è corretto parlare semplicemente di format vincenti e format in difficoltà: la vera discriminante è la qualità del progetto e la capacità di evolvere insieme al consumatore. Funzionano meglio gli asset che si propongono come destinazioni complete, integrando retail, food & beverage, intrattenimento, servizi e iniziative per il territorio. Anche i retailer lo indicano chiaramente: accessibilità, collegamenti, servizi alla persona e qualità complessiva dell’esperienza sono ormai fattori decisivi nelle loro scelte di sviluppo.
La trasformazione degli asset e il ruolo dei progetti mixed use
La trasformazione degli asset esistenti continuerà a essere un tema centrale nel 2027, con interventi orientati a efficienza, attrattività e sostenibilità, anche nel quadro del percorso di decarbonizzazione tracciato dalla Direttiva europea Epbd IV. Crescerà il ruolo dei progetti mixed use e di rigenerazione urbana, in cui il retail diventa elemento di connessione con territori e comunità. L’integrazione tra fisico e digitale sarà sempre più centrale, con il punto vendita come nodo strategico di un’esperienza omnicanale.
La capacità di creare luoghi in cui le persone abbiano un motivo per tornare è cruciale.
Resterà però decisiva la capacità di creare luoghi in cui le persone abbiano un motivo per andare, fermarsi e tornare. Sul piano istituzionale, continueranno a essere prioritari i lavori per condizioni di concorrenza più equilibrate tra operatori fisici e piattaforme online. La trasformazione del settore, infatti, richiede una collaborazione tra diversi attori, con un focus su innovazione, sostenibilità e qualità dell’esperienza.



