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giovedì 1 Ottobre 2026

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Cultura

Teresa Storer: tra USA e Italia, un percorso musicale che unisce classica e pop

Teresa Storer torna in Italia dopo studi a Boston, unisce classica e pop e cerca di portare nuove metodologie didattiche

Teresa Storer, ventinovenne violinista di Castelfranco Veneto, ha scelto di trasferirsi a Boston per studiare e ha trovato in America opportunità che in Italia non erano disponibili. Dopo il perfezionamento negli Stati Uniti, la musicista è tornata in Italia per insegnare nelle scuole pubbliche e lavorare con le orchestre locali. Il suo percorso musicale, che unisce classica e pop, include collaborazioni con artisti italiani e internazionali, tra cui Andrea Bocelli e Rita Ora, e un recente tour in Brasile. La decisione di tornare in patria è stata influenzata dalla pandemia, dal costo della vita e dal desiderio di stare vicino ai propri affetti.

Un’esperienza formativa tra culture e metodologie

Storer ha svolto gli studi a Boston e a Fiesole, al Boston Conservatory at Berklee, dove ha ricevuto premi in concorsi nazionali e internazionali. L’ambiente multiculturale e l’approccio all’insegnamento, che privilegiava l’attenzione sugli aspetti positivi dell’esecutore e sulle soluzioni didattiche, hanno lasciato un’impronta profonda. Secondo la violinista, l’esperienza negli Stati Uniti ha cambiato il suo modo di affrontare le esibizioni, aiutandola a superare la paura del giudizio. La formula ideale, a suo giudizio, unirebbe l’organizzazione del lavoro musicale appresa negli USA alla maggiore autonomia e alla profondità dello studio in Italia.

Un’identità musicale tra tradizione e innovazione

La sua attività comprende classica e pop, e ha collaborato con artisti di alto livello. In Italia, però, la difficoltà maggiore che Storer ha incontrato è la carenza di fondi per sviluppare progetti personali. A Boston, invece, i musicisti avevano più opportunità, grazie alla disponibilità di spazi adeguati e strumentazioni accessibili. La violinista ritiene che in America fosse più facile costruire una rete di contatti e collaborare con professionisti di alto livello. In Italia, invece, la visibilità delle diverse espressioni culturali è limitata, a suo parere, rispetto a Boston, dove la concentrazione di culture favoriva l’interesse per vari tipi di performance.

Storer, che frequenta un biennio in Composizione di musica applicata alle immagini, cerca di applicare a sé stessa e ai propri studenti l’approccio costruttivo e orientato alle soluzioni che ha imparato negli Stati Uniti. Il lockdown ha spinto la musicista a riflettere e a rimettere in discussione i propri obiettivi. Per lei, la scelta di un giovane studente di conservatorio tra restare all’estero e tornare in Italia dipende dalle priorità personali, ma ritiene che un’esperienza fuori dal Paese cambi la persona, qualunque sia il suo esito, e dia maggiore consapevolezza al ritorno.

La violinista, che fa parte dei Viaggiatori Armonici, ha recentemente concluso un tour in Brasile e continua a sviluppare progetti che uniscono la tradizione musicale con nuove espressioni. Il suo percorso, che ha visto un’esperienza formativa negli Stati Uniti e un ritorno in Italia, rappresenta un esempio di come la musica possa unire culture diverse e promuovere nuove metodologie didattiche.

  • Storer ha studiato a Boston e a Fiesole, al Boston Conservatory at Berklee
  • Ha ricevuto premi in concorsi nazionali e internazionali
  • Collabora con artisti come Andrea Bocelli e Rita Ora
  • Ha recentemente concluso un tour in Brasile

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