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venerdì 2 Ottobre 2026

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Il Brasile indaga su presunti finanziamenti di Trump all’estrema destra

Il Brasile indaga su presunti finanziamenti di Trump all’estrema destra, in vista delle elezioni.

Il Brasile ha avviato un’indagine per verificare se l’amministrazione statunitense del presidente Donald Trump abbia finanziato gruppi di estrema destra nel Paese, un tema che ha suscitato preoccupazioni tra i leader politici brasiliani. L’inchiesta è stata annunciata dal procuratore generale Jorge Messias e dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva durante una cerimonia al Palazzo Presidenziale di Brasilia, il 25 ottobre 2024. L’indagine arriva in un momento cruciale per il Paese, con le elezioni presidenziali in programma e un confronto tra Lula e Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente ultraconservatore Jair Bolsonaro.

Finanziamenti presunti per l’estrema destra

L’indagine è scaturita dopo che il quotidiano britannico The Guardian ha rivelato che l’amministrazione Trump avrebbe stanziato un milione di dollari (888.800 euro) per sostenere gruppi della società civile che promuovono campagne contro la Corte suprema brasiliana. Messias ha definito le informazioni “particolarmente gravi”, soprattutto in vista delle elezioni e di episodi recenti di pressione esterna sulle istituzioni brasiliane. Il procuratore generale ha aggiunto che i tentativi di interferire nelle istituzioni del Paese “non possono essere tollerati”.

La sovranità brasiliana è un tema centrale nella campagna elettorale di Lula. Il presidente ha messo in guardia contro le “ingerenze” da parte di Trump, che ha già sostenuto diversi candidati di destra in America Latina. L’indagine, se confermata, potrebbe influenzare il clima politico e le dinamiche delle elezioni, che si svolgeranno a breve. L’amministrazione statunitense ha già imposto sanzioni al giudice della Corte suprema brasiliana, Alexandre de Moraes, che ha guidato il processo contro l’ex presidente Bolsonaro.

Trump e l’interferenza esterna

Trump ha definito i procedimenti contro Jair Bolsonaro una “caccia alle streghe”, un commento che ha suscitato reazioni in Brasile. L’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere per aver tentato un colpo di Stato nel 2022, era un alleato stretto di Trump, che ha sostenuto diversi candidati di destra in America Latina. L’indagine del Brasile mira a verificare se l’amministrazione statunitense abbia usato fondi pubblici per influenzare le istituzioni brasiliane, un tema che ha suscitato tensioni tra i due Paesi.

Le elezioni si giocano sul filo del rasoio. Lula da Silva, presidente di sinistra, si confronta con Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente ultraconservatore. L’indagine sulle presunte attività di Trump potrebbe influenzare il dibattito elettorale, soprattutto in un contesto in cui la sovranità nazionale è un tema sensibile. L’attuale presidente ha sottolineato l’importanza di difendere le istituzioni brasiliane da qualsiasi forma di interferenza esterna, un messaggio che risuona forte in un Paese in cerca di stabilità e coesione.

La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi, con l’indagine che potrebbe aprire nuovi scenari politici e diplomatici. Il Brasile, in un momento di transizione, cerca di mantenere il controllo sulle sue istituzioni e sulle sue decisioni, in un contesto internazionale complesso e in cui le relazioni con gli Stati Uniti sono sempre più dibattute. La sovranità del Brasile è diventata un tema centrale nella campagna elettorale di Lula, che ha messo in guardia contro le “ingerenze” da parte di Trump. L’indagine, se confermata, potrebbe influenzare il clima politico e le dinamiche delle elezioni, che si svolgeranno a breve. L’amministrazione statunitense ha già imposto sanzioni al giudice della Corte suprema brasiliana, Alexandre de Moraes, che ha guidato il processo contro l’ex presidente Bolsonaro.

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