Un’esperienza di condivisione e rilancio del territorio
In Sardegna, un’esperienza innovativa sta prendendo forma nel paese di Laconi, nell’entroterra oristanese. Si tratta del coliving rurale, un modello di accoglienza che non si limita alla semplice ospitalità, ma si propone come un’alternativa per rilanciare le zone interne spopolate. Il progetto, chiamato Treballu, nasce da un’idea di Carlo Coni, 38 anni, originario del borgo del Suicidano, che ha studiato scienze politiche all’estero e ha portato a casa un’idea che lo ha spinto a tornare in Sardegna. L’obiettivo è creare una comunità in cui viaggiatori e residenti si incontrano, condividono spazi e attività, e contribuiscono al rilancio del territorio. Il coliving rurale si basa su un’idea chiara: chi arriva non è solo un ospite, ma un membro della comunità.
Da coworking a coliving: un percorso di trasformazione
Treballu ha iniziato come un progetto di coworking, ma si è evoluto nel tempo. L’idea iniziale era di creare un ambiente di lavoro condiviso, ma si è rivelata poco adatta alle esigenze locali. Dopo la pandemia, con l’ascesa dello smart working e l’interesse crescente per luoghi tranquilli, il progetto ha trovato una nuova direzione. Carlo Coni ha trasformato gli uffici in camere da letto e ha sviluppato Treballu come Rural Community Hub, un’esperienza di accoglienza che coinvolge non solo i visitatori, ma anche i residenti. L’obiettivo è creare un’interazione reale tra ospiti e comunità locale, con un’attenzione particolare al rispetto e alla partecipazione attiva. Il progetto ha trovato una nuova direzione grazie all’ascesa dello smart working e all’interesse per luoghi tranquilli.
Il coliving rurale a Laconi si basa su un’idea chiara: chi arriva non è solo un ospite, ma un membro della comunità. Gli ospiti soggiornano in b&b, affittacamere o spazi condivisi, e partecipano attivamente alle attività locali. Le domande vengono filtrate per adeguatezza dei profili e delle proposte ricevute, escludendo permanenze giornaliere. Il minimo periodo di soggiorno è di 15 giorni, in gruppi di massimo dodici persone. L’obiettivo è creare un senso di appartenenza e di condivisione, con attività che vanno dalle cene condivise alle performance, laboratori e dibattiti. L’esperienza non è solo un’attività turistica, ma un’occasione per costruire relazioni e contribuire al tessuto sociale del paese.
Un’esperienza che si costruisce insieme
Laconi, con i suoi 1500 abitanti, rappresenta un caso di territorio interno affascinante e ricco, pur essendo spopolato. Il progetto Treballu cerca di rilanciare questa realtà, coinvolgendo la cittadinanza in modo diretto. Gli ospiti non seguono un calendario di attività predefinito, ma costruiscono insieme un programma basato sulle loro idee e interessi. L’esperienza si sviluppa attraverso attività come reading di poesia, mostre, festival e workshop, che coinvolgono sia i residenti che i visitatori. L’obiettivo è creare un ambiente in cui la condivisione e la collaborazione siano al centro, contribuendo al rilancio del territorio e alla sua riconquista. La condivisione e la collaborazione sono al centro del progetto Treballu, contribuendo al rilancio del territorio.
Il progetto si basa su un’idea chiara: chi arriva non è solo un ospite, ma un membro della comunità. Gli ospiti soggiornano in b&b, affittacamere o spazi condivisi, e partecipano attivamente alle attività locali. Le domande vengono filtrate per adeguatezza dei profili e delle proposte ricevute, escludendo permanenze giornaliere. Il minimo periodo di soggiorno è di 15 giorni, in gruppi di massimo dodici persone. L’obiettivo è creare un senso di appartenenza e di condivisione, con attività che vanno dalle cene condivise alle performance, laboratori e dibattiti. L’esperienza non è solo un’attività turistica, ma un’occasione per costruire relazioni e contribuire al tessuto sociale del paese.
Laconi, con i suoi 1500 abitanti, rappresenta un caso di territorio interno affascinante e ricco, pur essendo spopolato. Il progetto Treballu cerca di rilanciare questa realtà, coinvolgendo la cittadinanza in modo diretto. Gli ospiti non seguono un calendario di attività predefinito, ma costruiscono insieme un programma basato sulle loro idee e interessi. L’esperienza si sviluppa attraverso attività come reading di poesia, mostre, festival e workshop, che coinvolgono sia i residenti che i visitatori. L’obiettivo è creare un ambiente in cui la condivisione e la collaborazione siano al centro, contribuendo al rilancio del territorio e alla sua riconquista.



