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venerdì 2 Ottobre 2026

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Economia

Consorzi di bonifica e sfide idriche: un nuovo mandato per la resilienza del Paese

I consorzi di bonifica affrontano sfide idriche e climatiche con nuove strategie per la sicurezza del territorio.

Il tema della gestione delle acque in Italia si fa sempre più complesso e urgente, con sfide legate a siccità, inquinamento e eccesso idrico che mettono a rischio la stabilità dei territori. I consorzi di bonifica, istituti di rappresentanza e gestione territoriale, stanno assumendo un ruolo strategico per affrontare la crisi idrica nel suo triplice aspetto. Durante il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, organizzato da ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni, Miglioramenti Fondiari), è emerso come la transizione ecologica richieda un approccio integrato e una maggiore collaborazione tra istituzioni, comunità e settori economici. La strategia di ANBI si basa su un piano di interventi strutturati, con l’obiettivo di potenziare la capacità di accumulo dell’acqua e migliorare la gestione delle risorse idriche in modo sostenibile.

Un ruolo strategico per i consorzi

I consorzi di bonifica non sono solo agenzie tecniche, ma istituti di rappresentanza che coinvolgono le comunità locali nella gestione del territorio. Come sottolinea Giulio Boccaletti, scienziato e autore, “non possiamo decidere cosa succede sul territorio senza coinvolgere le persone che lo abitano”. Questo approccio è cruciale per la resilienza dei territori, specialmente in contesti come le aree interne, dove la vulnerabilità climatica si fa sentire in modo particolare. I consorzi, inoltre, sono chiamati a diventare veicoli di investimento e trasformazione, con un ruolo chiave nella gestione delle risorse idriche e nella pianificazione a lungo termine.

La gestione delle acque richiede un piano strutturato e una visione europea.

Il Piano Invasi: prevenzione e pianificazione

Il Piano Invasi, elaborato insieme a Coldiretti e presentato nel 2019, rappresenta una proposta innovativa per affrontare la crisi idrica. L’obiettivo è potenziare la capacità di accumulo dell’acqua, trattenendola nei periodi di abbondanza e rilasciandola durante il deficit. Questo approccio, basato su una rete diffusa di piccoli e medi invasi, mira a migliorare la gestione delle risorse idriche e a ridurre l’impatto delle emergenze. Il piano ha subito rallentamenti a causa del Covid e dei vincoli del PNRR, ma grazie alla finestra di finanziamento del PNIISSI (Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico), i consorzi di bonifica hanno potuto candidare interventi strategici.

Il piano si basa su pilastri chiave, tra cui l’accumulo e lo stoccaggio, la sicurezza idrogeologica delle aree interne, l’integrazione territoriale e la produzione di energia idroelettrica. L’obiettivo è creare una rete interconnessa di bacini, coordinata dai consorzi, per ottimizzare la gestione delle risorse idriche e migliorare la resilienza dei territori. Inoltre, il piano prevede l’integrazione con il riuso delle acque reflue e la promozione di percorsi formativi per educare le nuove generazioni alla gestione sostenibile delle risorse.

Le minacce invisibili: i data center

Un tema emerso durante il forum è l’impatto dei data center sulla gestione delle risorse idriche. Queste infrastrutture, che consumano grandi quantità di acqua per il raffreddamento dei sistemi, rappresentano una minaccia crescente per i territori. Secondo Massimo Gargano, direttore generale ANBI, i data center sono “avversari estremamente pericolosi”, in quanto il loro consumo d’acqua può raggiungere i 4,2 a 6,7 miliardi di metri cubi l’anno, una cifra pari alla metà dell’intera risorsa idrica consumata annualmente dal Regno Unito. Regioni come la Lombardia e la Puglia registrano un aumento delle richieste per l’insediamento di nuovi centri di calcolo, creando una partita complessa per le comunità e per i consorzi di bonifica.

La gestione delle acque deve considerare anche i nuovi attori del settore.

Il dibattito ha evidenziato come la crisi idrica non possa essere affrontata solo con interventi tecnici, ma richieda una visione integrata e una collaborazione tra diversi settori. I consorzi di bonifica, con il loro ruolo di istituti di rappresentanza e veicoli di investimento, sono chiamati a giocare un ruolo chiave nella transizione ecologica e nella gestione sostenibile delle risorse idriche. La sfida è grande, ma l’impegno per una gestione responsabile e innovativa sembra essere un passo necessario per la resilienza del Paese.

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