La galleria di Trisungo, in provincia di Macerata, rimane in stallo con il cantiere fermo fino alla fine dell’anno. La Salc, azienda del gruppo Salini, ha richiesto ulteriori dodici settimane di cassa integrazione per i lavoratori, ridotti da 72 a 46 unità. Le dimissioni volontarie si susseguono settimana dopo settimana, segno di una perdita di speranza tra i dipendenti. L’azienda anticipa il trattamento di cassa integrazione alle normali scadenze di paga, con il personale che sarà sospeso a zero ore o con orario ridotto in rotazione bisettimanale, anche per espletare attività di messa in sicurezza del cantiere e della sicurezza stradale.
stallo amministrativo e iter non concluso
La Salc, in attesa dell’approvazione amministrativa della variante da parte dell’Anas, si vede costretta a prolungare per l’ennesima volta il periodo di cassa integrazione ordinaria per tutti i dipendenti. L’iter autorizzativo, necessario per modificare il progetto e incrementare l’importo contrattuale, non è ancora concluso. Nonostante i buoni propositi dell’Anas e le prese di posizione del sindaco di Arquata Michele Franchi, il cantiere rimane fermo. La situazione si fa sempre più incresciosa, con la galleria che crea problemi alla viabilità sulla Salaria, in un territorio già colpito dal sisma di dieci anni fa.
La mancanza di risposte da parte di Anas ha reso il cantiere un’incognita per i lavoratori.
Nel frattempo, il numero dei lavoratori in forza all’impresa si assottiglia sempre di più, passando da 72 a 52 e ora a sole 46 unità. Le dimissioni volontarie si susseguono di settimana in settimana, segno evidente che anche i dipendenti stanno perdendo la speranza di poter ripartire con il cantiere. La Salc ha già anticipato il trattamento di cassa integrazione alle normali scadenze di paga, con il personale che sarà sospeso a zero ore o con orario ridotto in rotazione bisettimanale, anche per espletare attività di messa in sicurezza del cantiere e della sicurezza stradale.
contenzioso e mancanza di risposte
Il contenzioso tra la Salc e l’Anas, che sembrava potesse essere superato a breve, continua a registrare notevoli ritardi. La variante suppletiva al progetto della galleria di Trisungo manca ancora dell’approvazione amministrativa da parte dell’Anas, società pubblica del gruppo Ferrovie dello Stato e sotto l’ala del Ministero dei Trasporti. Il sindaco di Arquata Michele Franchi aveva rivolto una lettera al ministro Matteo Salvini per cercare di smuovere le acque, ma al momento non sembra aver avuto l’effetto sperato. I sindacati si apprestano a incontrarsi con la Salc per un confronto sul tema e per discutere sullo stato dell’arte, con il cantiere che ovviamente continuerà a rimanere fermo.
La mancanza di risposte da parte di Anas ha reso il cantiere un’incognita per i lavoratori.
La galleria di Trisungo, pur essendo un progetto strategico per la viabilità regionale, rimane bloccata da un iter amministrativo non concluso. La Salc, pur avendo completato i documenti tecnici necessari, non ha ricevuto l’approvazione definitiva da parte dell’Anas. Questo stallo ha portato a un calo significativo del personale, con dimissioni volontarie che si susseguono settimana dopo settimana. La situazione, pur se non drammatica, rappresenta un problema per la comunità locale, che già affronta difficoltà derivanti dal sisma di dieci anni fa.



