Il concerto di Pink Floyd registrato nell’ottobre del 1971 nell’anfiteatro romano di Pompei, noto come Live At Pompeii, è tornato al pubblico in una versione restaurata in 4K, con audio in Dolby Atmos. La pellicola originale, scansionata e rimasterizzata digitalmente, è stata rivelata nel 2025, dopo anni di lavoro di restauro e di ricerca. Questa nuova edizione, che riprende le immagini del 1971, rappresenta un momento epocale per la storia della musica e per la conservazione del patrimonio audiovisivo.
Un restauro di lunga durata
Il restauro del film è stato un progetto lungo e complesso, che ha visto la partecipazione di esperti e tecnici specializzati. Il negativo originale da 35 mm, scoperto in cinque barattoli etichettati in modo dubbio negli archivi dei Pink Floyd, ha permesso di ricostruire la pellicola con una precisione senza precedenti. Il lavoro, guidato da Lana Topham, direttore del restauro dei Pink Floyd, ha visto la scansionatura in 4K e l’aggiustamento dei colori e dei dettagli, mantenendo un aspetto naturale e vivido.
Il film, girato nell’ottobre del 1971, è stato il primo concerto dal vivo nella storia tenutosi a Pompei e contiene i brani fondamentali come “Echoes”, “A Saucerful of Secrets” e “One of These Days”. Le immagini dell’anfiteatro, catturate sia di giorno sia di notte, amplificano la magia della performance. La pellicola è stata riparata fotogramma per fotogramma, con un’attenzione particolare alla nitidezza e alla fedeltà all’originale.
La versione restaurata e il montaggio completo
La nuova versione del film presenta un montaggio completo di 90 minuti, combinando il montaggio originale di 60 minuti con i segmenti aggiuntivi del documentario degli Abbey Road Studios. Questo ha permesso di riprodurre fedelmente la performance dei Pink Floyd, che si svolse tra le rovine dell’anfiteatro romano. Il film, uscito nelle sale nella sua prima edizione da 64 minuti nel 1972 e da 85 nel 1974, documenta ciò che i Pink Floyd erano in grado di fare prima di diventare un fenomeno da classifica mondiale.
«Dal 1994 ho cercato le sfuggenti riprese originali di Pink Floyd At Pompeii, quindi il recente ritrovamento del negativo originale da 35 mm del 1972 è stato un momento molto speciale – ha affermato Lana Topham – La nuova versione restaurata presenta il primo montaggio completo di 90 minuti, combinando il montaggio sorgente di 60 minuti della performance con i segmenti aggiuntivi del documentario degli Abbey Road Studios di poco successivo». La versione restaurata del film non si limita alla qualità visiva, ma include anche un nuovo missaggio in 5.1 e Dolby Atmos realizzato da Steven Wilson. Questo ha permesso di esaltare la profondità e la chiarezza del suono, preservando l’autenticità e lo spirito della versione originale del 1972. L’obiettivo di Wilson era quello di rimanere fedele a come la band avrebbe suonato in quei giorni di caldo torrido del 1971.



