L’88% delle PMI italiane prevede una crescita del fatturato nei prossimi 12 mesi, nonostante l’incertezza generata da conflitti e tensioni geopolitiche. Un dato emerso da un’indagine condotta su circa 200 leader di piccole e medie imprese italiane. Otto aziende su dieci puntano sull’espansione internazionale per aumentare il proprio valore e, più in generale, il riconoscimento del Made in Italy. L’internazionalizzazione, pur in un contesto di incertezza, rimane una leva di competitività, ma richiede pianificazione e adattabilità a un mercato in continua evoluzione.
Strategie e canali di export
L’esportazione diretta rimane la modalità operativa più diffusa tra le PMI, seguita da altre opzioni strategiche come esportazione indiretta, accordi strategici e investimenti esteri diretti. Dal punto di vista geografico, l’Unione Europea rappresenta il mercato principale, seguito da Stati Uniti, Medio Oriente e Cina. Il 53% delle imprese presenti all’estero ha in programma di espandersi ulteriormente, con l’Europa come area geografica di maggiore interesse. Tuttavia, il quadro è disomogeneo: solo il 23% delle aziende ha una strategia solida e strutturata, mentre il 54% ammette di aver bisogno di miglioramenti per definire obiettivi, processi e mercati prioritari.
Le imprese che non hanno ancora intrapreso un percorso di internazionalizzazione affrontano ostacoli significativi, tra cui la scarsa conoscenza dei mercati esteri e la mancanza di risorse finanziarie. Secondo la ricerca, le aziende internazionalizzate guardano ai mercati esteri soprattutto per cercare nuove opportunità di crescita (60%) e accedere a nuovi clienti e mercati (59%). Seguono, con minore rilevanza, la diversificazione del rischio (21%), le partnership strategiche con aziende estere (16%) e la saturazione del mercato domestico (9%).
Digitalizzazione e export digitale
L’export digitale emerge come una leva strategica per le PMI. Due terzi delle imprese che attualmente fanno export digitale investono principalmente nello sviluppo di siti e-commerce proprietari, mentre oltre il 50% utilizza marketplace internazionali, e un terzo ricorre ai social media come canale di vendita. I principali benefici indicati sono l’incremento delle vendite, l’aumento della visibilità aziendale e l’apertura verso nuovi mercati e clienti.
Le PMI che operano in export digitale incontrano ostacoli come la complessità della logistica internazionale e la gestione della normativa doganale e fiscale, che varia per Paese. Oltre il 20% delle PMI realizza più della metà dei ricavi sui mercati internazionali. Inoltre, oltre metà di queste imprese dichiara di aver maturato esperienza di collaborazione con soggetti pubblici specializzati nell’internazionalizzazione, evidenziando l’importanza dell’ecosistema pubblico di supporto. La digitalizzazione e l’uso di strumenti come l’intelligenza artificiale vengono riconosciuti come strategici per competere nei mercati internazionali. L’83% delle imprese ritiene che siano fondamentali per l’espansione. Tuttavia, la mancanza di una strategia strutturata e la difficoltà nell’adattarsi a contesti diversi rimangono i principali limiti per molte aziende.



