Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 2 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Economia

Rilascio riserve di gasolio: effetti sui prezzi e sui mercati

L’Europa valuta il rilascio di riserve di gasolio per stabilizzare i prezzi, ma la situazione rimane complessa.

Dal 2026, la guerra tra Stati Uniti e Iran ha portato a un aumento del prezzo del diesel europeo superiore al doppio rispetto a fine febbraio. L’Europa, in cerca di una soluzione, valuta il rilascio di riserve di gasolio per mitigare l’impatto sui prezzi e sui mercati. Secondo Alan Gelder, vicepresidente di Wood Mackenzie, un grande rilascio potrebbe abbassare i prezzi all’ingrosso di 20-30 dollari al barile, circa 10-15 centesimi al litro alla pompa. Tuttavia, il peso del rilascio dipende da quanto se ne libera e da quanto in fretta.

Le scorte e la strategia europea

La Commissione europea non conferma ufficialmente il piano, ma si dice pronta a collaborare con l’Agenzia internazionale per l’energia per un rilascio delle scorte. Le scorte sono un obbligo: ogni Paese deve mantenere petrolio e derivati pari a 60 giorni di consumi interni o a 90 di importazioni, se superiori. I grandi Paesi arrivano a 70-100 giorni. Bruxelles non stabilisce come dividere le scorte tra greggio, carburante per aerei, cherosene e gasolio. Liberarle significa immettere sul mercato prodotto che altrimenti resterebbe nei depositi.

Secondo fonti diplomatiche europee, la Francia ha proposto 50 milioni di barili di gasolio e altrettanti di greggio. George Shaw, analista di Kpler, lo considera un volume consistente: a settembre l’UE e il Regno Unito hanno importato da fuori 24,25 milioni di barili di diesel, il doppio di un mese di import. Il calo dei prezzi alla pompa arriverebbe in pochi giorni per Gelder, in una o due settimane per Shaw. Il punto di partenza è alto: il prezzo di riferimento europeo del diesel è più che raddoppiato a causa delle crisi in Medio Oriente e Ucraina.

Le sfide e le minacce

«Ogni nuovo rilascio fa solo guadagnare tempo», avverte Gelder: l’offerta mondiale resta sotto la domanda, «continuiamo ad attingere alle scorte e siamo esposti alle politiche di export di altri, come gli Stati Uniti». Il margine c’è: «Abbiamo almeno due mesi, se non arrivasse nulla e le raffinerie europee continuassero a lavorare». Tuttavia, svuotare i depositi potrebbe lasciare l’Europa scoperta se le crisi in Medio Oriente e Ucraina continuano. C’è poi la minaccia americana: Washington valuta lo stop all’export di diesel, che l’anno scorso ha coperto il 13% dei 2,3 milioni di barili importati ogni giorno da Europa, Regno Unito e Turchia.

Il rilascio di riserve potrebbe ridurre i prezzi, ma non risolve la crisi energetica. La situazione rimane delicata e dipende da come si gestiscono le scorte e le politiche di export. La soluzione non è semplice e richiede una strategia a lungo termine. Le scorte sono un’arma a doppio taglio: possono stabilizzare i prezzi, ma anche esporre l’Europa a nuovi rischi. La decisione di rilasciare riserve di gasolio è un passo importante, ma non basta a garantire la stabilità energetica a lungo termine.

Leggi anche