Un giovane climber di 20 anni, residente ad Agordo, si è trovato in difficoltà durante un’escursione in solitaria lungo la via Normale del Cimon della Pala, nel gruppo delle Pale di San Martino, nella serata di ieri. La nebbia ha ridotto la visibilità, causando un’impossibilità di orientamento e un blocco del giovane in quota. La chiamata al 112 è arrivata intorno alle 15:00, ma inizialmente non è stato possibile contattare telefonicamente il ragazzo, che era rimasto bloccato in parete. L’operazione di soccorso è stata lunga e complessa, con l’attivazione del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, che ha organizzato una squadra con il supporto dell’elicottero.
Condizioni climatiche ostili e intervento articolato
Le condizioni meteorologiche, con nebbia e scarsa visibilità, hanno reso difficoltoso il recupero. La squadra è stata organizzata intorno alle 17:30, con l’arrivo degli operatori sulla Cima Vezzana, dietro al Cimon della Pala. Intorno alle 19:30, i soccorritori sono riusciti a raggiungere il giovane, che era illeso ma in grave difficoltà. La discesa è stata effettuata lungo un sentiero in direzione del Bivacco Fiamme Gialle, con l’eventuale possibilità di trascorrere la notte al bivacco. Tuttavia, le condizioni meteo si sono migliorate, permettendo l’intervento dell’elicottero.
Un soccorritore ferito durante l’operazione
Durante le operazioni, un operatore del soccorso alpino ha riportato un infortunio a una gamba. L’incidente ha reso necessario un ulteriore intervento, con la rotazione dell’elicottero per il recupero del soccorritore ferito, del giovane climber e degli altri componenti della squadra. Intorno alle 20:30, tutti sono stati elitrasportati a Passo Rolle, dove il soccorritore ferito è stato successivamente trasferito all’ospedale di Cavalese. L’intervento si è concluso alle 22:00, con il rientro delle squadre.
Il giovane, pur rimasto bloccato per ore, è stato recuperato illeso, grazie all’efficacia del soccorso alpino. La nebbia ha reso impossibile l’orientamento e ha complicato il recupero. L’incidente ha messo in luce i rischi legati all’escursione in montagna, specialmente in condizioni climatiche avverse. Il soccorritore ferito ha necessitato di un ulteriore intervento per il suo recupero. L’operazione ha richiesto una coordinazione precisa e una risposta rapida, dimostrando l’importanza del sistema di soccorso in montagna. Il caso ha suscitato dibattiti su come gestire meglio l’afflusso turistico in aree a rischio, con l’obiettivo di prevenire incidenti simili. L’esperienza del soccorso alpino ha dimostrato la sua capacità di intervento in situazioni estreme, anche se con condizioni climatiche ostili. Il giovane, dopo essere stato riconosciuto illeso, è stato accompagnato a valle, mentre il soccorritore ferito riceverà le cure necessarie.



