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venerdì 2 Ottobre 2026

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Tecnologia

Università di Palermo entra nel Centro nazionale Icsc per accelerare la ricerca e l’innovazione

L’università di Palermo aderisce al Centro nazionale Icsc per sviluppare tecnologie avanzate e promuovere la ricerca scientifica.

L’università di Palermo ha aderito al Centro nazionale Icsc, un’importante iniziativa italiana dedicata allo sviluppo delle tecnologie digitali avanzate. L’adesione, annunciata durante un evento dedicato al ruolo dell’Ateneo siciliano, rappresenta un passo significativo per la ricerca e l’innovazione nel Paese. L’Università, grazie agli investimenti del Pnrr, ha realizzato infrastrutture di calcolo avanzato che supportano numerosi progetti di ricerca. Questo impegno si traduce in una collaborazione strategica con il Centro nazionale Icsc, che si occupa di High performance computing, Big data e Quantum computing.

Un’infrastruttura nazionale per la ricerca e l’innovazione

Il Centro nazionale Icsc, nato nel 2022 nell’ambito degli investimenti del Pnrr, ha realizzato in poco più di quattro anni la prima infrastruttura pubblica nazionale in grado di integrare risorse di cloud computing, High performance computing e Quantum computing. Questo risultato ha reso disponibili capacità computazionali strategiche per affrontare le grandi sfide scientifiche e industriali contemporanee. L’infrastruttura ha supportato oltre 100 progetti di ricerca, oltre 70 progettualità a guida industriale e circa 140 progetti di innovazione, contribuendo alla produzione di oltre 3.700 pubblicazioni scientifiche. La collaborazione tra l’università di Palermo e il Centro nazionale Icsc rappresenta un’importante opportunità per accedere a ulteriori infrastrutture avanzate attraverso un modello condiviso. Il rettore Massimo Midiri ha sottolineato che il supercalcolo è una risorsa strategica per la competitività e la qualità della ricerca. L’obiettivo dell’università è trasformare i risultati ottenuti in strumenti concreti a disposizione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione.

La decisione dell’università di aderire alla Fondazione Icsc conferma la portata del lavoro svolto dal Centro nazionale in questi anni.

Un modello condiviso per il futuro del sistema produttivo

L’ingresso di realtà di eccellenza come l’Università di Palermo è un elemento fondamentale per affrontare con successo questa nuova fase di sviluppo. Il rettore ha sottolineato che l’obiettivo è ora trasformare i risultati ottenuti in strumenti concreti a disposizione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione. Per garantire la sostenibilità del modello, è necessario promuovere un uso responsabile delle risorse, anche sul piano energetico. Antonio Zoccoli, presidente del centro, ha dichiarato che in un arco di tempo relativamente breve siamo riusciti ad affermarci come una piattaforma abilitante e attrattiva per la ricerca e l’innovazione dell’intero sistema Paese. L’obiettivo è ora trasformare questi risultati in strumenti concreti a disposizione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione.

La collaborazione con il Centro nazionale Icsc rappresenta un’importante opportunità per accedere a ulteriori infrastrutture avanzate.

Questo impegno si traduce in una capacità di mettere in rete università, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni in un ecosistema nazionale orientato all’innovazione e al trasferimento tecnologico. L’Università di Palermo, grazie al Pnrr, ha investito in infrastrutture di calcolo avanzato per il sostegno a numerosi progetti di ricerca. L’adesione al Centro nazionale Icsc rappresenta un passo significativo per la ricerca e l’innovazione nel Paese.

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