La tartaruga marina Boomerang, della specie Caretta caretta, è tornata libera nel mare del Sinis dopo un nuovo periodo di ricovero e riabilitazione presso il CReS – Centro di Recupero del Sinis. L’evento, avvenuto questa mattina sulla spiaggia di San Giovanni di Sinis, ha visto la partecipazione di cittadini, visitatori e studenti, che hanno assistito alla liberazione dell’animale, salvato sette volte nel corso della sua vita. Boomerang, un esemplare maschio di circa 50 anni, pesa 88 chilogrammi e misura 88 centimetri. La sua storia è lunga e particolare, con un rapporto costante con il pescatore Alessio, che lo segnala ogni volta che torna nello stagno di Marceddì.
Un lavoro di sinergia tra enti e cittadini
La liberazione di Boomerang è il risultato di una collaborazione tra diversi soggetti, tra cui il Comune di Cabras, l’Area Marina Protetta, la Rete regionale e il CNR. Il Comune garantisce la manutenzione della struttura del CReS, che ospita dieci vasche dedicate al recupero della fauna marina. “È il risultato di una grande sinergia tra soggetti diversi”, ha spiegato il responsabile del CReS, Andrea Camedda. L’animale, che sembra tornare periodicamente in quell’area per alimentarsi, è stato recuperato sette volte, sempre grazie alla segnalazione di Alessio, che lo ha incontrato nello stagno di Marceddì.
Fortunatamente, nei diversi recuperi, Boomerang non ha mai riportato lesioni profonde, permettendo ogni volta di avviare il percorso di riabilitazione necessario per restituirlo al mare. L’animale, che pesa oggi 88 chilogrammi, ha visto il suo peso aumentare da 35 chili nel 2010. Le Caretta caretta possono raggiungere età avanzate, anche intorno ai cento anni. La sua liberazione rappresenta un successo per il CReS, che riceve esemplari da tutta la Sardegna e li cura per permettergli di tornare in mare. La sua presenza indica la salute degli ecosistemi protetti.
Un simbolo di conservazione e di educazione ambientale
La giornata è iniziata al CReS, dove il pubblico ha potuto conoscere le attività del Centro e il lavoro quotidiano dedicato al recupero della fauna marina, grazie alle visite curate dai giovani di Sea Scout e dai ricercatori del CNR. La presenza di Boomerang ha anche reso possibile una giornata educativa per gli studenti delle scuole di Cabras e Riola, che hanno assistito direttamente al ritorno in mare dell’animale. “Per i nostri ragazzi partecipare a una giornata come questa significa trasformare l’educazione ambientale in un’esperienza concreta”, ha dichiarato il dirigente scolastico Paolo Figus.
La liberazione di Boomerang è il frutto del lavoro della Rete regionale per la conservazione della fauna marina in Sardegna, che mette in relazione istituzioni, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Guardia Costiera, Aree Marine Protette, centri di recupero, ricercatori e cittadini. “La presenza di Boomerang ci racconta dunque anche la qualità di questi ecosistemi proprio grazie alla presenza dell’Area Marina Protetta”, ha spiegato Andrea De Lucia del CNR. L’animale, che continua a tornare in quell’area per alimentarsi, indica che il Sinis e il Golfo di Oristano sono aree di foraggiamento importanti per la fauna marina. La sua storia è un esempio di come la collaborazione possa portare risultati concreti.
Il ritorno di Boomerang nel mare del Sinis rappresenta un momento di orgoglio per il CReS e per la comunità locale. L’animale, che ha vissuto sette cicli di recupero, dimostra la capacità del sistema di salvaguardare la fauna marina. La sua liberazione non è solo un evento, ma un simbolo di quanto possa essere efficace la collaborazione tra enti, ricercatori e cittadini. La sua storia, lunga e ricca di significato, è un esempio concreto di come la conservazione possa essere un’esperienza condivisa e trasformativa.



