L’analisi Abi-Cerved ha reso noto che nel 2026 il tasso di deterioramento del credito delle banche alle aziende si assesterà al 2,8%, in aumento rispetto al 2,6% del 2025. L’incremento riguarda aziende di tutti i settori, con un impatto più significativo su costruzioni, industria, agricoltura e servizi. L’incertezza geopolitica e la debolezza del Pil sono i principali fattori che alimentano questa tendenza. Nel 2027, il tasso dovrebbe salire al 2,9%, con una lieve flessione prevista nel 2028, che rimarrà comunque al di sopra del livello del 2025.
Settori più colpiti e dinamiche regionali
Nel dettaglio, l’industria e le costruzioni segnano un incremento significativo dei crediti deteriorati. Nell’industria, le piccole imprese registrano un aumento del 2,3%, in crescita rispetto al 1,8% del 2025, mentre le microimprese mostrano un incremento più contenuto, dal 3,0% al 3,2%. Le costruzioni, invece, registrano un aumento diffuso, con un incremento del 2,1% per le medie imprese e del 1,3% per le piccole. L’agricoltura, a sua volta, mostra un incremento generalizzato, con un aumento del 0,2 punti percentuali nel 2027.
La rischiosità dei crediti deteriorati cresce in tutti i comparti. Secondo il rapporto, nel 2027 la rischiosità dei crediti deteriorati è attesa in aumento in tutte le classi dimensionali d’impresa. L’incertezza economica, geopolitica e regolamentare continua a pesare sulle imprese, con un contesto di instabilità che si protrae. La crescita economica, sebbene modesta, non è sufficiente a mitigare i rischi, in particolare a causa dell’aumento dei tassi di interesse e della persistente incertezza internazionale.
La solidità del settore bancario è cruciale
Il direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni, ha sottolineato l’importanza di preservare la solidità del settore bancario. La capacità delle banche di gestire i rischi e di supportare l’economia reale rimane un fattore chiave per la stabilità del sistema finanziario italiano. La solidità del settore bancario e le condizioni necessarie affinché le banche possano continuare a sostenere famiglie, imprese ed economia reale sono fondamentali per il futuro del sistema economico.
“I dati evidenziano segnali di maggiore pressione sulla qualità del credito in un contesto caratterizzato da elevata incertezza economica, geopolitica e regolamentare”, ha commentato Luca Peyrano, ceo di Cerved. “Tuttavia, nonostante un lieve peggioramento atteso, le stime al 2028 dimostrano come siano lontani i picchi raggiunti nel 2012, a riprova di una migliore redditività e posizione patrimoniale delle nostre aziende.” Le imprese italiane operano in un contesto di instabilità, con un aumento dei crediti deteriorati che si protrae nel tempo. La crescita economica, pur modesta, non è sufficiente a mitigare i rischi, in particolare a causa dell’aumento dei tassi di interesse e della persistente incertezza internazionale. La solidità del settore bancario e la capacità di sostenere l’economia reale rimangono fondamentali per il futuro del sistema economico italiano.
- Aumento del 2,8% nel 2026 per i crediti deteriorati delle imprese
- Incremento previsto al 2,9% nel 2027
- Settori più colpiti: costruzioni, industria, agricoltura e servizi
- La solidità del settore bancario è cruciale per sostenere l’economia



