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sabato 3 Ottobre 2026

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Salute

Erika Franchini: da paziente a infermiera, il sogno di restituire la salute a chi l’ha aiutata

Erika Franchini, 24 anni, dopo una battaglia contro la leucemia, si iscrive all’università di Infermieristica per diventare infermiera e restituire la salute a chi l’ha aiutata.

Erika Franchini, 24 anni, ha vissuto una battaglia contro la leucemia che le ha cambiato la vita. Diagnostica nel 2016, ha affrontato cure complesse, tra cui due trapianti, e ha perso la sua identità per la perdita dei capelli e delle sopracciglia. Oggi, però, è a un passo dalla laurea in Infermieristica, un sogno che nasce da un desiderio profondo: restituire la salute a chi l’ha aiutata. La sua storia è un esempio di resilienza e di una volontà di dare in cambio ciò che ha ricevuto.

Una battaglia vinta con il farmaco sperimentale

Durante la sua malattia, Erika ha conosciuto il professor Franco Locatelli, che le ha offerto un trattamento sperimentale. Questo farmaco, utilizzato al Bambin Gesù, ha permesso di debellare le alterazioni che le terapie precedenti non erano riuscite a eliminare. “Per me significava che quelle alterazioni che ancora risultavano presenti erano state finalmente debellate grazie a quel farmaco sperimentale”, ricorda Erika. Il momento in cui ha ricevuto la notizia che la molecolare era negativa è rimasto impresso nella sua mente come un momento di libertà. La sua vita, però, non è stata semplice. Il ritorno alla normalità si è rivelato più difficile del previsto. Erika ha perso una parte importante della sua adolescenza, mentre il resto del mondo continuava ad andare avanti. “Ho sempre cercato di non farmi condizionare. Nessuno poteva sapere fino in fondo quello che avevo attraversato”, racconta.

Un percorso di studio e di vita

Oggi, Erika è concentrata sullo studio, con un po’ di agitazione ma anche con una grande felicità. Ha scelto il Bambin Gesù come sede del suo corso di laurea, un luogo che le ha dato speranza e che vuole restituire. “Tornavo per imparare a prendermi cura degli altri”, dice. La sua tesi riguarda il ruolo dell’infermiere nella gestione della crisi asmatica pediatrica in pronto soccorso, un tema che unisce due aspetti del suo percorso: l’assistenza ai bambini e la capacità di intervenire in momenti di urgenza.

La sua vita è un intreccio di studio, allenamenti e impegni quotidiani, tra Latina e Roma. Due volte a settimana, Erika aiuta il suo maestro di karate ad allenare i bambini dai 6 ai 9 anni. “Mi piace stare con loro, vedere quanto si impegnano e quanto sono contenti quando riescono a fare qualcosa che prima sembrava difficile”, racconta. La sua motivazione è forte: vuole diventare un’infermiera preparata, utile a qualcuno nel momento in cui ha bisogno.

Il desiderio più grande di Erika è la salute: per lei e il suo fidanzato Renato, per i suoi genitori e per le persone che ama. “Dopo quello che ho vissuto, so quanto sia preziosa”, dice. Il sogno della famiglia è un desiderio a cui sta pensando da tempo. Le cure che ha affrontato hanno lasciato delle conseguenze anche su questo aspetto della vita, ma la speranza c’è e è grande. “Mi emoziona immaginare il giorno in cui potrò dire ai miei genitori che diventeranno nonni”, conclude.

Erika Franchini è un esempio di resilienza e di una volontà di dare in cambio ciò che ha ricevuto. La sua storia è un invito a non perdere mai la speranza e a credere nel potere della rinascita. Con la sua determinazione, Erika sta dimostrando che la vita può ripartire, anche dopo le battaglie più difficili.

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