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sabato 3 Ottobre 2026

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L’ora solare torna: quando spostare le lancette nel 2026

L’ora solare torna nel 2026: quando spostare le lancette e gli effetti sulle giornate.

L’ora solare torna nel 2026, con il cambio d’orario previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Le lancette si sposteranno indietro di un’ora, a partire dalle 3 di notte, quando l’orologio segnerà le 3, tornerà indietro alle 2. L’effetto immediato sarà un’ora di sonno in più, ma a partire dal giorno successivo farà buio prima nel pomeriggio e il sole sorgerà un’ora prima rispetto all’orario indicato dall’orologio. Il ritorno all’ora solare è confermato e non ci sono modifiche al calendario previsto.

Quando spostare le lancette: il calendario del 2026

Il cambio d’ora avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando le lancette si sposteranno indietro di un’ora. Questo significa che, quando l’orologio segnerà le 3, tornerà indietro alle 2, permettendo di dormire un’ora in più. Per chi utilizza smartphone, computer, tablet e gran parte degli orologi collegati alla rete, il passaggio all’ora solare avverrà automaticamente. Per gli orologi analogici e per alcuni dispositivi non connessi sarà invece necessario intervenire manualmente spostando le lancette all’indietro.

Il dibattito sull’abolizione del cambio d’ora è ancora aperto, ma per il momento il tradizionale cambio stagionale dell’orario resta confermato. Lo scorso marzo la Camera ha avviato un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di rendere permanente l’ora legale. Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti da Terna, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha consentito in Italia un risparmio di oltre 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro.

Effetti sull’organismo e adattamento al nuovo ritmo

Il passaggio all’ora solare comporta una diversa distribuzione della luce naturale durante la giornata. Ci sarà più luce nelle prime ore del mattino, ma le serate diventeranno più buie. Un cambiamento che può incidere sulle abitudini quotidiane, dagli spostamenti casa-lavoro alle attività pomeridiane di adulti e bambini. Per alcune persone sono necessari alcuni giorni di adattamento al nuovo ritmo, anche a causa della progressiva riduzione delle ore di luce, tipica della stagione autunnale.

Il nostro orologio biologico deve riadattarsi ai nuovi orari di sonno, risveglio e dei pasti. A incidere è soprattutto la minore esposizione alla luce naturale, elemento fondamentale per la regolazione dei ritmi circadiani. I disturbi, in genere, sono transitori e tendono a risolversi nell’arco di circa cinque giorni. L’ora di sonno guadagnata non rappresenta necessariamente un vantaggio per tutti. Le cosiddette “allodole”, cioè le persone che si svegliano molto presto al mattino, possono avvertire maggiormente il cambiamento. Il ritorno all’ora solare è considerato meno impegnativo per l’organismo rispetto al passaggio primaverile all’ora legale, quando si perde un’ora di sonno. Il dibattito sull’abolizione del cambio d’ora è ancora aperto, ma per il momento il tradizionale cambio stagionale dell’orario resta confermato.

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