Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha lanciato un duro attacco politico contro la Giunta Todde dopo il voto segreto che ha bocciato la proposta dell’assessora al Lavoro Desirè Manca. L’episodio, avvenuto nell’aula di via Roma, ha scatenato un dibattito acceso e ha messo in luce le tensioni interne al governo regionale. Truzzu ha sottolineato come la mancanza di reazioni da parte della Presidente della Regione, Alessandra Todde, e della maggioranza rappresenti un fatto politico significativo. “Un silenzio così, da parte di chi guida la Regione, è già un fatto politico”, ha dichiarato il rappresentante del centrodestra.
Un voto segreto che ha scosso la maggioranza
La proposta presentata dall’assessora Manca, volta a revocare l’incarico ad Aldo Aledda nella Consulta regionale per l’emigrazione e a sostituirlo con l’avvocata Sara Nicole Cancedda, è stata bocciata a voto segreto con 29 voti contrari e soltanto 19 favorevoli. L’episodio ha oscurato l’approvazione del Documento di economia e finanza regionale 2027-2029, che è passato con 33 sì e 20 no. La segretezza dell’urna ha coperto l’identità dei franchi tiratori della maggioranza, lasciando il campo aperto a interpretazioni e accuse.
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, la bocciatura d’aula non rappresenta un episodio isolato. La Sesta commissione consiliare aveva sollevato dubbi sulla legittimità della revoca, segnalando il rischio di contenziosi legali e rilevando che il riferimento al venir meno del rapporto fiduciario non fosse sufficientemente motivato. L’incidente politico ha oscurato l’approvazione del Defr, arrivata al termine di un acceso dibattito economico e sociale.
La mancanza di difesa da parte della Presidente
Truzzu ha sottolineato come la Presidente Todde non abbia ancora detto una parola da 48 ore dopo il voto. La mancanza di reazioni da parte della Presidente e della maggioranza ha alimentato le accuse di frattura interna. “Nessuna difesa, nessun chiarimento, nessuna presa di posizione a sostegno di un assessore del suo stesso partito”, ha dichiarato. Per il rappresentante del centrodestra, il silenzio della Presidente suggerisce due possibilità: o non ha la forza per difendere l’assessore, o la cosa non la sorprende affatto.
L’assessore Manca, in Aula, ha difeso la propria scelta, spiegando che la misura era scaturita da comunicazioni “denigratori e diffamatori” giunte dal componente verso l’assessorato e gli uffici. Nonostante l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni abbia difeso la programmazione sostenendo che “questa campagna elettorale perenne non ci permette probabilmente di sederci e ragionare”, il dato politico conclusivo resta netto: la maggioranza è stata affondata da un voto anonimo e il centrodestra incalza Todde chiedendo conto della frattura interna. La situazione ha messo in luce le tensioni interne al M5S e la mancanza di coesione nella maggioranza. Truzzu conclude con un monito sulla tenuta dell’esecutivo: “I sardi hanno diritto di sapere cosa sta succedendo nella maggioranza che li governa e non possono più permettersi una giunta paralizzata dalle faide interne”.



