Un studente ha fotografato infiltrazioni in classe, il rappresentante chiede riconoscimento al Quirinale
Un 15enne di una seconda classe geometra ha scattato una fotografia delle infiltrazioni d’acqua dal soffitto della sua aula, diffondendola all’esterno il 6 maggio scorso. L’immagine, che ha permesso di far emergere un problema di sicurezza persistente da anni, ha portato alla deliberazione di un finanziamento straordinario da parte della Regione per la messa in sicurezza dell’intero plesso. Tuttavia, il ragazzo è stato sanzionato per aver utilizzato il cellulare in classe, una decisione contestata dalla famiglia e dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell’Isis Mattiussi-Pertini, Antonio Sorella.
La vicenda arriva al Quirinale per chiedere la revoca della sanzione
Il rappresentante Sorella ha inviato un’istanza al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere la revoca della nota disciplinare emessa contro lo studente. «Bisognerebbe ringraziarlo e non punirlo», ha sottolineato Sorella, sottolineando come la foto abbia contribuito a far arrivare i fondi regionali per i lavori di rinnovo del tetto. L’aula 2D, infatti, aveva già subìto chiusure per infiltrazioni, ma la riapertura ha reso necessario un intervento urgente. La famiglia del ragazzo ha perso il ricorso all’Ufficio scolastico regionale e ha rinunciato all’impugnazione, pur avendo visto il figlio promosso.
La Regione ha deliberato un finanziamento per la messa in sicurezza
La documentazione fotografica dell’alunno ha permesso alla Regione di prendere atto della gravità del problema, portando a un finanziamento straordinario per la messa in sicurezza dell’intero plesso e della stessa aula. L’assessora regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, ha annunciato che i lavori di rinnovo del tetto saranno completati entro fine anno. «Sono previsti interventi puntuali di rifacimento della guaina della copertura piana, in corrispondenza del blocco spogliatoi-palestra», ha spiegato l’assessora, aggiungendo che i lavori saranno eseguiti dall’impresa Zanchetta Impermeabilizzazioni di Sacile.
La vicenda, che ha visto il coinvolgimento di un alunno, una famiglia, un rappresentante dei lavoratori e le istituzioni regionali, ha messo in luce come un atto apparentemente semplice possa avere conseguenze significative. Il caso ha anche sollevato questioni sulle procedure interne delle scuole e sull’uso dei dispositivi in classe. Il rappresentante Sorella continua a difendere lo studente, sperando in un riconoscimento per l’azione che ha salvaguardato la sicurezza di tutti. La situazione rimane in attesa di una risposta formale da parte delle autorità competenti, mentre i lavori di rinnovo proseguono per garantire un ambiente scolastico sicuro e conforme alle normative. La foto dell’alunno, inizialmente vista come un atto di disobbedienza, si è rivelata un elemento chiave per risolvere un problema di lunga data.



