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sabato 3 Ottobre 2026

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Cultura

Turandot pucciniana a Cremona: un’esperienza di emozione e autenticità

A Cremona la Turandot pucciniana ha conquistato il pubblico con un’interpretazione autentica e emozionante.

Un’opera incompiuta, ma completa nel suo senso

La stagione della lirica 2026-2027 del Teatro Ponchielli di Cremona ha visto l’inaugurazione con la messa in scena della Turandot, ultima opera di Giacomo Puccini. L’opera, incompleta e forse per questo più autentica, ha suscitato un forte interesse e un caloroso apprezzamento del pubblico. La rappresentazione, che ha aperto la stagione, ha visto la partecipazione di un cast di alto livello e una regia che ha reso visibile l’essenza drammatica e filosofica dell’opera. La storia, ambientata in una Pechino “al tempo delle favole”, segue i destini incrociati della spietata principessa Turandot e del “principe ignoto” Calaf, insieme al re tartaro spodestato Timur, alla sua fedele schiava Liù e alla folla cinese. La messa in scena si presenta come un’alternanza di bianchi e neri, con linee rigide e puro minimalismo.

Un cast di alto livello e un’orchestra emozionante

Numerose sono le note di merito per il cast, con applausi a scena aperta per il “Nessun dorma” intonato da Roberto Aronica nel terzo atto. Caterina Meldolesi, come Turandot, e Songha Lee, come Liù, hanno dato vita a personaggi che hanno commosso e affascinato il pubblico. I ministri imperiali Ping, Pong e Pang, interpretati da Paolo Ingrasciotta, Giulio Putrino e Giacomo Leone, hanno reso la loro tragica ironia con grande abilità. L’orchestra “I Pomeriggi Musicali”, diretta da Alessandro D’Agostini, ha accompagnato il pubblico nelle sonorità della Cina imperiale, creando un’atmosfera unica e coinvolgente. La rappresentazione ha visto la luce a un secolo esatto dalla “prima” assoluta dell’opera al Teatro alla Scala di Milano.

La scena è stata resa vivida da luci e costumi che si sposano con la scarna scenografia, creando un chiaroscuro che si fonde con la suggestione del maxischermo. La ricerca del senso dell’esistenza è il filo conduttore della rappresentazione, con immagini che evocano una notte infinita rischiarata solo dalla luna e un Imperatore quasi mummificato. La messa in scena, una coproduzione OperaLombardia, porta la firma di Nadir Dal Grande, vincitore con il suo team della III edizione del bando di regia under 35, che ha curato regia, scene e costumi. La regia si presenta come un’eterna alternanza di bianchi e neri, con linee rigide e puro minimalismo.

La replica della recita è fissata per domenica 4 ottobre a partire dalle 16,00. La Turandot pucciniana a Cremona è un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nel pubblico, un’interpretazione che ha riuscito a cogliere nel segno, in un’annata dal forte valore simbolico. La rappresentazione ha aperto la stagione d’opera 2026/2027 del Teatro Ponchielli di Cremona con una messa in scena che ha reso visibile l’essenza drammatica e filosofica dell’opera. La Turandot, ultima opera e vero e proprio testamento spirituale di Giacomo Puccini, è riuscita a trovare un equilibrio tra modernità e tradizione, un’esperienza che ha conquistato il pubblico con la sua autenticità e profondità.

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