Il 10% degli italiani detiene 6.870 miliardi di euro di patrimonio netto, un dato che mette in luce una profonda disuguaglianza nel possesso della ricchezza nel Paese. Secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia a fine 2025, il 10% più ricco possiede il 60% del patrimonio nazionale, mentre il 50% più povero si ferma al 7,29%. Un’ipotesi di tassa del 1% su questa parte del patrimonio potrebbe generare 68,7 miliardi di euro, quasi il 3% del Pil italiano. La proposta, avanzata da Gianrico Carofiglio, mira a introdurre un’imposta progressiva sui patrimoni netti, con aliquote del 1% per la parte compresa tra 10 e 100 milioni e del 2% per quella superiore ai 100 milioni.
La ricchezza netta del Paese supera il Pil
La ricchezza netta totale degli italiani ammonta a 11.338 miliardi di euro, un valore pari a cinque volte il prodotto interno lordo (Pil) italiano nello stesso anno. Questo dato sottolinea una concentrazione di ricchezza estremamente elevata, con il 10% più ricco che detiene quasi la metà del patrimonio nazionale. Gli italiani a metà classifica possiedono 512 miliardi di ricchezza netta, per la gran parte generata dalla casa, che incide sui conti per 430 miliardi, e dai 73 miliardi di contanti custoditi in banca.
Le differenze nella composizione del patrimonio
La composizione del portafoglio varia sensibilmente in base alla ricchezza. Per le famiglie nella metà meno abbiente, oltre il 90% delle attività detenute è costituito da abitazioni (73,6%) e depositi (17,5%). Al contrario, le famiglie nelle fasce più alte presentano un portafoglio più diversificato, con una quota rilevante di strumenti finanziari diversi dai depositi. I super ricchi nel primo 10% possono contare su un patrimonio netto di 6.870 miliardi, con le case di lusso che valgono 2.157 miliardi di euro, asset finanziari per 1.817 miliardi e depositi fermi sul conto corrente per 590 miliardi (su un totale di 1.360 miliardi).
La proposta di tassare i patrimoni più elevati è parte di un dibattito crescente sulle disuguaglianze. Franco Bernabè ha sottolineato come il denaro sia in gran parte nelle mani di Big Tech, mettendo in luce un’emergenza democratica. La discussione si fa sempre più intensa, con richieste crescenti per un contributo a carico dei più ricchi, in un contesto in cui le disparità si sono ulteriormente accentuate negli ultimi quindici anni.
La concentrazione di ricchezza è un fenomeno in crescita, con il 10% più ricco che detiene il 60% del patrimonio nazionale. La proposta di un’imposta progressiva sui patrimoni netti potrebbe rappresentare un primo passo verso una redistribuzione più equa. Tuttavia, la complessità della situazione richiede un approccio attento e basato su dati concreti, per evitare di creare ulteriori squilibri.



