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domenica 4 Ottobre 2026

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Cultura

Artigianato, natura e tecnologia si abbracciano a Venezia: tre esempi di convivenza

A Venezia, artigianato, natura e tecnologia si incontrano in tre progetti che testimoniano la capacità di convivere e valorizzare il talento umano.

A Venezia, il dialogo tra artigianato, tecnologia e natura si concretizza in tre esempi significativi che testimoniano come il talento umano possa integrare e valorizzare elementi diversi. La rassegna Homo Faber, l’Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore e la performance di Cassiel Gaube rappresentano un’occasione per riflettere su come l’uomo, con le sue mani e la sua creatività, possa costruire un futuro in cui la natura e la tecnologia non si oppongono, ma si arricchiscono a vicenda.

La rassegna Homo Faber: un’esperienza immersiva

La rassegna Homo Faber, ospitata sull’Isola di San Giorgio per tutto il mese di settembre, è un evento internazionale che celebra l’artigianato e il talento umano. Questa quarta edizione, intitolata An Island of Light, si distingue per l’approccio innovativo e poetico con cui i 700 oggetti esposti sono presentati. Realizzati da 500 artigiani provenienti da 70 paesi, i pezzi non sono semplicemente esposti, ma fatti “vivere” in 15 diverse “stanze”.

La scelta di Es Devlin, artista e designer britannica, di concentrarsi sulla luce come elemento chiave ha reso l’esperienza unica. “Le opere danzano con la luce, perché i materiali con cui sono realizzate – argilla, vimini, vetro, piume, legno… – sono tutti nati proprio grazie all’interazione con la luce del sole”, ha spiegato Devlin. L’interazione tra luce e materiali ha reso ogni stanza un’esperienza sensoriale, in cui l’artigianato non è solo un prodotto, ma un processo di creazione che si nutre della natura e della tecnologia.

Un giardino a Venezia: arte, natura e tecnologia in dialogo

All’Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore, recentemente riaperto al pubblico, si svolgono due mostre e una performance che uniscono arte, natura e tecnologia. La mostra What the Garden Whispers di Juliette Agnel presenta fotografie che rivelano l’energia nascosta della natura, mentre la performance di Cassiel Gaube si svolge all’interno di uno spazio all’aperto, prossimo alla laguna. La performance Moteur di Cassiel Gaube, realizzata grazie al sostegno di Dance Reflections di Van Cleef & Arpels, è un’esperienza in cui antico e moderno si fondono. Il danzatore belga ha riscritto la sua performance per uno spazio all’aperto, in cui la natura e la musica a tutto volume coesistono. “Concentrazione e abbandono ai suoni dell’ambiente circostante – la natura ma anche la musica a tutto volume da un’imbarcazione che passa lì vicino –, preciso controllo del corpo e fluida sintesi di linguaggi coreografici differenti”, ha spiegato l’artista.

Questi tre esempi da Venezia testimoniano come l’artigianato, la natura e la tecnologia possano convivere e arricchirsi a vicenda. A Venezia, dove l’arte e la cultura sono parte integrante della vita quotidiana, si può osservare come il talento umano, con le sue mani e la sua creatività, possa costruire un futuro in cui la natura e la tecnologia non si oppongono, ma si abbracciano.

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