A Milano torna il festival di arti performative FAROUT BASE Milano 2026, che si svolgerà dal 10 settembre al 2 dicembre 2026. L’edizione 2026 si distingue per un tema centrale: “HELLO DARKNESS”, che esplora le contraddizioni del presente attraverso l’oscurità come lente di osservazione. Il festival si sviluppa non solo negli spazi di BASE Milano, ma anche in luoghi urbani della città, con un programma che si estende per quasi tre mesi.
Un tema che interroga l’oscurità e le contraddizioni del presente
L’edizione 2026 di FAROUT da BASE Milano si basa sul tema “HELLO DARKNESS”, parte del percorso curatoriale annuale di BASE. L’oscurità diventa una lente per interrogare ciò che rimane invisibile, le forme di controllo prodotte dalla tecnologia, la persistenza della memoria e la necessità di immaginare alternative. Il festival si sviluppa in quattro percorsi di ricerca, ciascuno con un focus specifico: The Visible / Invisible, The Magic and the Unknown, The Dark Side e The Joyful Night.
Artisti e collettivi internazionali e locali
Il programma di FAROUT 2026 include nomi di spicco come Alice Ripoll, Moritz Ostruschnjak, Dorothée Munyaneza, Muna Mussie, Francesca Grilli e MOTUS, accanto a Silvia Calderoni, Ilenia Caleo, Jacopo Jenna, Ula Sickle, Industria Indipendente e altri artisti coinvolti nel programma. La geografia del festival è ampia, unendo figure affermate della scena internazionale e una generazione più giovane di artisti e collettivi. Tra i protagonisti del festival c’è anche Jacopo Jenna, che apre il festival il 10 settembre con MANIFESTUS. Il rapporto tra FAROUT e la città è uno degli elementi che caratterizzano questa edizione. La scelta di portare parte del programma oltre gli spazi di BASE si lega alla volontà di confrontarsi con luoghi e pubblici diversi. Come spiega Linda Di Pietro, direttrice del programma artistico e culturale di BASE: “FAROUT nasce anche dalla necessità di dare spazio ai linguaggi contemporanei, spesso ancora poco presenti nei luoghi istituzionali, e di portarli fuori dai propri confini abituali.”
Performance che coinvolgono il pubblico
Il festival si distingue per un’idea di performance che supera il rapporto tradizionale tra chi è sul palco e chi assiste. Molti lavori chiedono al pubblico di entrare, attraversare, ascoltare, prendere posizione e diventare parte dell’esperienza. Il festival diventa così meno un contenitore di spettacoli e più un dispositivo per mettere in relazione artisti, pubblici e città. Una novità di questa edizione è la Quiet Room, uno spazio permanente di BASE dedicato all’accessibilità e al benessere. Pensata come luogo di pausa e di decompressione, la stanza introduce all’interno del centro culturale una possibilità diversa di vivere gli eventi, riconoscendo che non esiste un solo modo di partecipare a un’esperienza artistica.
Biglietti da 5 a 25 euro, con promozioni dedicate agli under 30. Il festival si svolgerà in diversi luoghi della città, tra cui l’ex Ansaldo e altri spazi urbani. FAROUT BASE Milano 2026 è un evento che unisce arti performative, nuove tecnologie e memoria, con un focus sull’oscurità come strumento di riflessione e di connessione tra corpi, spazi e pubblici.



