Il volontariato del Nord Italia ha sfilato a Gemona del Friuli in un raduno interregionale dedicato al ricordo dell’Orcolat e del “modello Friuli”, un simbolo della Protezione civile italiana. L’evento, inserito nel percorso di commemorazione del 50° anniversario del terremoto del 1976, ha visto la partecipazione di delegazioni da tutta la regione e dai territori confinanti, insieme a rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione civile e partner transfrontalieri. Il ministro Nello Musumeci, il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore Riccardo Riccardi hanno partecipato alle cerimonie, sottolineando l’importanza del volontariato come pilastro del sistema di Protezione civile.
Un ricordo e un impegno per il futuro
La sfilata, che ha attraversato le vie di Gemona, ha rappresentato un momento di riconoscimento per i volontari che, negli anni, hanno contribuito a costruire un sistema di difesa civile efficace. Il “modello Friuli”, nato dall’esperienza della ricostruzione dopo il sisma del 1976, è diventato un riferimento per lo sviluppo della moderna Protezione civile italiana. Il volontariato costituisce la colonna portante, il nerbo di questo straordinario sistema di Protezione civile. Il ministro Musumeci ha sottolineato l’importanza di rinnovare l’impegno per la prevenzione, ricordando le lezioni del passato.
“Dopo 50 anni, un ricordo a chi non c’è più, ma anche la volontà di rinnovare un impegno che dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia deve avere tutti mobilitati”, ha aggiunto. La sfilata è proseguita fino alla caserma Goi-Pantanali, dove sono state celebrate le gesta dei volontari e sono stati riconosciuti i circa 400 volontari che hanno partecipato a esercitazioni e simulazioni operative sul territorio.
Un sistema di protezione civile in crescita
Il raduno ha visto la partecipazione di volontari provenienti da tutte le Regioni e Province autonome del Nord Italia, insieme a rappresentanti di paesi confinanti come la Carinzia, la Slovenia e l’Istria. Questa collaborazione transfrontaliera ha messo in luce l’importanza di un sistema di Protezione civile che si estende oltre i confini nazionali. Il volontariato è il pilastro su cui si fonda la capacità del Paese di rispondere a emergenze e di prevenire i rischi. La giornata ha visto anche la celebrazione del ruolo del “modello Friuli”, un esempio di come la comunità possa mobilitarsi in modo organizzato e efficace. L’esperienza del Friuli, nata dopo il sisma del 1976, ha dato vita a un sistema di Protezione civile moderno e innovativo, che oggi è riconosciuto a livello nazionale e internazionale. La partecipazione di delegazioni da tutta Italia e dai territori confinanti ha confermato l’importanza di un approccio collaborativo e condiviso.



