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lunedì 5 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Uomo tenta di uccidere compagna e si suicida: litigio, strangolamento e salto dal balcone davanti alla figlia

Un uomo tenta di uccidere la compagna e si suicida a Torino, dopo una lite per motivi futili. La donna si salva con la figlia.

Una donna di 31 anni è riuscita a mettersi in salvo insieme alla figlia di un anno dopo essere stata aggredita dal compagno in un appartamento di via Cervino, a Torino. L’episodio è avvenuto nella mattinata di domenica 4 ottobre nel quartiere Barriera di Milano, alla periferia nord della città. L’uomo, un 37enne, ha tentato di strangolarla e di farla cadere dal balcone, ma la donna è riuscita a fuggire con la figlia, mentre lui si è gettato dal decimo piano e ha perso la vita sul colpo.

Una lite per motivi futili

Secondo quanto emerso finora, la lite tra i due è scoppiata per motivi definiti «futili» da chi si è occupato della vicenda. Intorno alle 9.30 di questa mattina, i vicini hanno sentito le prime urla e hanno visto l’uomo trascinare la donna verso il balcone. L’uomo avrebbe tentato di gettarla nel vuoto, ma lei è riuscita a scappare con la figlia piccola. Tuttavia, le indagini successive hanno accertato una dinamica diversa: il litigio si è protratto in casa, con l’uomo che ha stretto le mani attorno al collo della donna, cercando di strangolarla.

La donna ha riuscito a fuggire con la figlia grazie all’intervento dei vicini. Quando i vicini sono riusciti ad entrare nell’appartamento, la donna si stava riprendendo. Con la figlia, ha lasciato l’alloggio trovando ospitalità in un appartamento nelle vicinanze. È stata affidata alle cure del soccorso sanitario e portata in ospedale per le visite del caso. Addosso ha ancora i segni dei colpi ricevuti dall’uomo, ma è in buone condizioni generali.

Un tentativo di omicidio e un suicidio

Dopo che la donna è caduta a terra priva di sensi, l’uomo ha pensato di averla uccisa. Con la figlia di un anno ancora nell’appartamento, ha preso una sedia e l’ha sistemata sul balcone per mettersi a cavalcioni. I vicini, vedendolo con le gambe fuori dal parapetto, hanno urlato: «Cosa stai facendo?! Rientra in casa!». I tentativi di farlo desistere non sono però serviti: l’uomo si è lasciato cadere nel vuoto, precipitando per una trentina di metri e schiantandosi al suolo. I sanitari del 118 giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

La dinamica dell’episodio è chiara e non è prevista un’indagine ulteriore. Del caso si occupano i carabinieri, che stanno ricostruendo la sequenza degli eventi. I vicini hanno parlato di qualche litigio in passato, ma non risultano esserci denunce per violenze subite dal compagno. La coppia viveva in quella casa da circa un anno. La salma dell’uomo è stata restituita alla famiglia da parte dell’autorità giudiziaria. Non ci sarà quindi alcuna autopsia: la dinamica sembra abbastanza chiara. La donna, pur essendo rimasta ferita, ha riuscito a salvarsi grazie alla fuga con la figlia. La sua testimonianza ha permesso di ricostruire l’episodio e di comprendere la gravità del comportamento dell’uomo. La situazione, pur drammatica, ha evidenziato come la violenza domestica possa portare a conseguenze tragiche, anche quando non si pensa a un’azione definitiva.

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