Due dei giovani accusati dell’omicidio di Giacomo Bongiorni, Eduard Alin Carutasu e un pugile diciassettenne, sono ora indagati anche per un’altra aggressione avvenuta a Montignoso, in provincia di Massa, il 11 giugno 2025. L’episodio, che ha visto i due protagonisti coinvolti in una rissa, è emerso attraverso le dichiarazioni dei legali di Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, e ha trovato conferma nel fascicolo d’indagine relativo alla morte di Bongiorni.
Aggressione in discoteca e conseguenze
Secondo l’accusa, Carutasu avrebbe colpito più volte un giovane con calci e pugni, facendolo cadere a terra, e avrebbe proseguito l’aggressione all’esterno del locale. L’episodio, che si sarebbe sviluppato per motivi futili, ha visto l’intervento di un altro ragazzo, che ha cercato di difendere l’amico ma è stato a sua volta aggredito, riportando una frattura delle ossa nasali con una prognosi di 30 giorni. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Carutasu, accusato di aver agito in concorso con più di cinque soggetti.
Confluenza nel fascicolo dell’omicidio
Il procedimento per l’aggressione a Montignoso è confluito nel fascicolo relativo alla morte di Giacomo Bongiorni, avvenuta a Massa il 6 ottobre 2025. L’omicidio, che ha visto la vittima pestata davanti agli occhi dei familiari e del figlio 11enne, è stato oggetto di un’indagine chiusa, con un minore indagato per omicidio volontario. La famiglia di Bongiorni attende ancora gli atti dalla Procura. La vicenda, che ha visto i due giovani coinvolti in due episodi di violenza distinti, rappresenta un ulteriore tassello per comprendere la dinamica degli eventi. L’aggressione a Montignoso, sebbene non abbia causato morte, ha evidenziato una tendenza alla violenza, che i legali di Tognocchi ritengono indicativa. La famiglia di Bongiorni, pur avendo trovato conforto nel messaggio di speranza lanciato da un gruppo di volontari, continua a seguire con attenzione l’evolversi del processo. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Carutasu, che è accusato di aver agito in concorso con più di cinque soggetti, tra cui il minorenne e altre persone non identificate. L’episodio, sebbene non abbia causato morte, ha evidenziato una tendenza alla violenza, che i legali di Tognocchi ritengono indicativa. La famiglia di Bongiorni, pur avendo trovato conforto nel messaggio di speranza lanciato da un gruppo di volontari, continua a seguire con attenzione l’evolversi del processo.
- Due giovani accusati dell’omicidio di Giacomo Bongiorni indagati per un’altra aggressione
- L’aggressione a Montignoso risale al 11 giugno 2025
- Carutasu e il pugile diciassettenne sono coinvolti in un’altra rissa
Il processo per la morte di Bongiorni è fissato per il 7 dicembre con rito abbreviato. La famiglia, che ha espresso dolore e speranza per la giustizia, attende ancora gli atti dalla Procura. I legali di Tognocchi hanno sottolineato come l’aggressione a Montignoso rappresenti un ulteriore elemento per comprendere la natura violenta dei due ragazzi coinvolti nell’omicidio.



