Israele ha lanciato un allarme per possibili nuovi attacchi di Hamas, mentre la Gran Bretagna minaccia l’espulsione di 27 diplomatici israeliani se Tel Aviv non revoca la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme. L’allerta, lanciata dal servizio di sicurezza interno Shin Bet, arriva a poche ore dall’anniversario del 7 ottobre, in un contesto di tensione elevata e dibattito interno sulle responsabilità per le falle nella sicurezza interna. La Gran Bretagna, attraverso il governo di Andy Burnham, ha espresso preoccupazione per la decisione israeliana di chiudere il consolato, minacciando misure di risposta.
Limitato spazio per attacchi di Hamas
Secondo i report dell’intelligence israeliana, lo spazio per programmare attacchi di portata significativa rimane limitato. Il 95% dei tunnel già individuati tra la Linea Gialla e il confine è stato sgomberato, riducendo le possibilità di operazioni clandestine. Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha sottolineato che Hamas, nonostante le pressioni, è ancora in grado di sferrare attacchi letali nel Paese e sta progettando un’operazione a forte impatto mediatico, in vista delle prossime elezioni del 27 ottobre.
La sicurezza israeliana teme rapimenti mirati di soldati
Secondo Zini, il Movimento Islamico di Resistenza potrebbe anche collaborare con altri alleati dell’Iran, come gli Houthi dello Yemen, per realizzare i suoi piani. L’ipotesi include rapimenti mirati di soldati israeliani, un’azione che potrebbe suscitare reazioni internazionali e aumentare la pressione su Israele. Il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, ha assicurato che l’esercito è in “modalità di prevenzione continua” per evitare nuovi incidenti.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’obiettivo israeliano a Gaza resta l’eliminazione di Hamas, con il disarmo totale come condizione per la fase due del piano di pace. Tuttavia, il veto di Tel Aviv ha bloccato il piano, nonostante le pressioni internazionali. La crisi diplomatica con Londra si intensifica, con la Gran Bretagna che ha trasmesso un messaggio chiaro: se Israele non revocherà la chiusura del consolato, la risposta sarà l’espulsione di 27 diplomatici israeliani.
La tensione tra Israele e Londra
La decisione israeliana di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme, dopo la decisione di 12 Paesi di bandire i prodotti provenienti dalle colonie, ha lasciato Londra sconcertata e sorpresa per la portata e il breve preavviso. A titolo di confronto, la Russia aveva concesso alla Gran Bretagna quattro mesi per chiudere il consolato di San Pietroburgo in risposta a una vicenda di spionaggio. La situazione rimane in bilico, con tensioni che si intensificano sia sul fronte iraniano che su quello di Gaza. La Gran Bretagna, attraverso l’ambasciatore britannico Simon Walters, ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione, la risposta sarà l’espulsione di 27 diplomatici israeliani dall’ambasciata di Londra. La decisione israeliana ha suscitato reazioni internazionali, con Londra che ha espresso preoccupazione per la portata e la velocità con cui è stata presa.
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