Il terzo album dei Led Zeppelin, Led Zeppelin III, non è solo un capolavoro del rock, ma anche un’opera che racchiude segreti e riferimenti a un personaggio misterioso: Aleister Crowley. L’album, pubblicato il 5 ottobre 1970, segna un punto di svolta nella carriera della band e conferma il loro successo in classifica sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. Ma non è solo la musica a suscitare interesse: sono i messaggi nascosti incisi sul vinile, che riflettono l’interesse di Jimmy Page per l’occultismo e la filosofia di Crowley.
Un’ispirazione misteriosa
Jimmy Page, il chitarrista e produttore del gruppo, è il più famoso dei fan di Aleister Crowley, un filosofo e occultista britannico noto per la sua filosofia di Thelema. Page colleziona manoscritti e opere d’arte di Crowley e, nel 1971, acquista la casa Boleskine, legata alla vita dell’occultista, sul lago di Loch Ness. Insieme al tecnico del suono Terry Manning, Page ha fatto in modo che sul vinile dell’edizione originale di Led Zeppelin III fossero incise due frasi che ricordano il motto di Crowley: So Mote Be It sul lato A e Do What Thou Wilt sul lato B.
Un’esperienza di creazione unica
La creazione di Led Zeppelin III fu un’esperienza diversa rispetto ai precedenti album. La band si ritirò in un cottage isolato nel Galles, chiamato Bron-Y-Aur, senza luce e elettricità, per scrivere le canzoni. « È stato lì che ho cominciato a conoscere veramente Jimmy », ha detto Robert Plant, « Prima lo vedevo solo in albergo ». Dopo aver scritto le canzoni in quel luogo, i Led Zeppelin decisero di registrare l’album in un altro ambiente immerso nella natura, Headley Grange, a Hampshire. L’album è diviso a metà: il primo lato è una tempesta elettrica con brani come Immigrant Song, mentre il secondo lato presenta un suono acustico più intimo, che riporta alla loro radice blues e folk.
« Era giunto il momento di fermarci, fare rifornimento e cercare di non perderci nel caos », ha spiegato Plant. L’album non solo segna un punto di svolta nella carriera dei Led Zeppelin, ma anche un momento di maturità artistica per la band. La decisione di tornare a casa e creare in un ambiente naturale fu una scelta strategica per riconnettersi con le loro radici e trovare un nuovo equilibrio tra energia e introspezione.
Un’eredità che dura nel tempo
Le prime edizioni di Led Zeppelin III sono oggi tra i pezzi più ricercati dai collezionisti, grazie ai messaggi nascosti incisi sul vinile. Questi riferimenti a Crowley, che aveva influenzato molti artisti del periodo, come i Beatles e David Bowie, hanno reso l’album un simbolo di una cultura che mescolava musica, filosofia e mistero. L’interesse per Crowley è cresciuto negli anni 60 e 70, quando la controcultura cercava ispirazione in filosofie alternative e non convenzionali. La storia di Led Zeppelin III è quindi una testimonianza del legame tra musica e cultura, tra creatività e ricerca di significato. L’album non è solo un prodotto musicale, ma anche un’opera che racchiude un’eredità di pensiero e di ispirazione, che continua a influenzare artisti e appassionati di musica in tutto il mondo.



