Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

lunedì 5 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Scienza

Un nuovo sguardo al resto di supernova nel cuore della Via Lattea

Una nuova analisi ha isolato Sagittarius A East, rivelando dettagli sulla struttura e l’interazione con il gas circostante.

Un passo avanti nella comprensione del centro galattico

Nel cuore della Via Lattea, dove stelle, gas e sorgenti di raggi X si sovrappongono in una complessa interazione, un gruppo di ricerca ha fatto un passo avanti nella comprensione del fenomeno. Grazie a una nuova analisi dei dati del telescopio Chandra, i ricercatori hanno isolato Sagittarius A East, un resto di supernova situato vicino al buco nero supermassiccio Sagittarius A*. Questo risultato, pubblicato su The Astrophysical Journal, offre una visione più chiara della struttura e dell’impatto del resto di supernova sul gas circostante.

La tecnologia che ha reso possibile questa scoperta

Il team, guidato da Mayura Balakrishnan del Trottier Space Institute della McGill University, ha utilizzato una tecnica innovativa chiamata Poissonian Generalized Morphological Component Analysis (pGmca). Questa metodologia permette di distinguere emissioni sovrapposte sfruttando le differenze nella forma e nello spettro. Applicata al centro galattico, ha permesso di isolare tre contributi principali: Sagittarius A East, il plasma legato ai venti stellari attorno a Sagittarius A* e l’emissione X diffusa del centro della galassia.

La separazione delle emissioni ha reso possibile una mappatura inedita del resto di supernova.
Con l’uso della pGmca, i ricercatori hanno ottenuto per la prima volta mappe in banda X di Sagittarius A East separate dalle altre emissioni della regione. Questo ha permesso di osservare meglio la struttura del resto di supernova e il suo impatto sul gas circostante. L’analisi si basa su oltre vent’anni di osservazioni del telescopio spaziale Chandra della Nasa.

La configurazione del resto di supernova rivela una distribuzione tipica dei materiali: al centro si trova una zona compatta ricca di ferro, mentre zolfo, argon e calcio si distribuiscono più all’esterno. Questa disposizione suggerisce un’interazione dinamica con l’ambiente circostante. Confrontando i dati X con osservazioni a diverse lunghezze d’onda, i ricercatori hanno individuato zone in cui il plasma caldo sembra premere contro materiale compresso e riscaldato dall’onda d’urto della supernova.

Questi segni di compressione indicano un’interazione recente con l’ambiente circostante.
La nuova analisi ha anche restituito valori diversi per alcune proprietà del plasma, che mostra una maggiore concentrazione di elettroni e un’età di ionizzazione più bassa rispetto a molte stime precedenti. Un valore più basso indica che il gas è più lontano dall’equilibrio di ionizzazione di quanto si pensasse, suggerendo che parte del plasma sia stata riscaldata e compressa relativamente di recente. L’età vera e propria di Sagittarius A East rimane difficile da stabilire, poiché le stime variano notevolmente, anche se il resto viene generalmente considerato dell’ordine di diecimila anni. L’osservazione del resto di supernova nel cuore della Via Lattea ha rivelato dettagli nascosti grazie all’analisi di dati accumulati nel tempo. Questi risultati aprono nuove prospettive per comprendere l’evoluzione del centro galattico e l’interazione tra i fenomeni estremi che vi si verificano.

Leggi anche