Con l’arrivo dell’autunno e la sensazione che l’estate stia per lasciare il passo alla stagione fredda, torna puntuale la domanda: quando si possono accendere i termosifoni? La risposta, come sempre, non è unica e dipende dal territorio. La normativa italiana suddivide il Paese in sei zone climatiche, ognuna con date e orari specifici per l’accensione e l’utilizzo dei sistemi di riscaldamento. Per le città del Nord, ad esempio, il periodo inizia il 15 ottobre, mentre in altre regioni si attende il 1° novembre o il 1° dicembre. Prima di accendere i termosifoni, è sempre opportuno verificare eventuali disposizioni locali.
Calendario per le zone climatiche
La normativa nazionale stabilisce per ogni zona climatica un periodo massimo di funzionamento e un numero massimo di ore al giorno. La zona E, che comprende gran parte del Nord Italia, permette l’accensione dei termosifoni a partire dal 15 ottobre, con un periodo che va fino al 15 aprile e un limite di 14 ore al giorno. La zona D, che include città come Roma e Firenze, inizia il 1° novembre e termina il 15 aprile, con un massimo di 12 ore al giorno. Le zone C, B e A, invece, vedono l’accensione posticipata: la zona C dal 15 novembre, la B dal 1° dicembre e la A dal 1° dicembre. La zona F, invece, non è soggetta a limitazioni nazionali.
Le fasce orarie non devono necessariamente essere consecutive: le ore massime giornaliere possono essere distribuite nell’arco della giornata. Inoltre, il funzionamento degli impianti deve comunque essere compreso tra le 5 e le 23.
Le regole locali e le eccezioni
Le ordinanze comunali o regionali possono introdurre regole più restrittive rispetto alla normativa nazionale. Ad esempio, in Emilia-Romagna, la Regione ha deciso di posticipare l’accensione dei termosifoni nei Comuni delle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e dell’Agglomerato di Bologna al 1° novembre. Questa decisione rientra in un pacchetto di misure compensative per giustificare il rinvio del blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5.
Alcune esclusioni sono state mantenute, come quelle relative a ospedali, strutture assistenziali e scuole. Se il freddo dovesse arrivare prima del previsto, gli impianti possono essere accesi in presenza di condizioni climatiche che ne giustifichino l’utilizzo, ma per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita durante l’inverno. Inoltre, i Comuni possono intervenire con proprie ordinanze, anticipando o posticipando il periodo di accensione in base a esigenze specifiche. Per questo, è sempre opportuno verificare eventuali disposizioni locali prima di accendere il riscaldamento. La stagione fredda è alle porte, e con essa anche la necessità di gestire il riscaldamento in modo responsabile e conforme alle normative vigenti.



