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lunedì 5 Ottobre 2026

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Sciare costa sempre di più, gli impiantisti: “Sono costretti a aumentare i prezzi ma si possono trovare modi per risparmiare”

I prezzi degli skipass aumentano sulle Alpi a causa dell’inflazione e dei costi energetici, ma gli sciatori trovano modi per risparmiare.

Sciare costa sempre di più, con un incremento dei prezzi degli skipass che si registra in tutta la filiera alpina. In media, il costo di una stagione di sci si attesta intorno ai 7.800 euro, un dato che riflette l’effetto combinato di inflazione, costi energetici in aumento e la complessità della gestione degli impianti. La presidente di Anef, Valeria Ghezzi, ha spiegato che le società impiantisti sono costrette a adattarsi a una situazione di “scelta difficile e sofferta”, ma rassicura che è possibile trovare modi per risparmiare. L’aumento dei prezzi, che si attesta intorno al 3%, è un trend già delineato e comune sulle Alpi, con effetti che si fanno sentire anche in Trentino e in Alto Adige.

Costi energetici e materie prime in aumento

La presidente di Anef, Valeria Ghezzi, ha sottolineato come i costi dell’energia siano cresciuti del 20% su alcuni impianti, come l’Alpe Tognola, dove un intervento di riqualificazione ha visto un incremento dei costi da 3 a 7 milioni di euro. Questi rincari, uniti a un aumento delle materie prime, hanno reso necessario un adeguamento dei prezzi. Ghezzi ha spiegato che le società impiantisti non prendono questa decisione in modo sereno, ma sono costrette a farlo a causa degli investimenti necessari per preparare la stagione invernale, che richiede ulteriori risorse a causa delle condizioni complesse.

Le aziende non possono ignorare i costi crescenti, ma cercano soluzioni per mitigarli. Ghezzi ha menzionato che esistono diverse formule per ridurre il peso degli skipass, come gruppi e sci club, promozioni family, prezzi dinamici e acquisti online. Queste opzioni permettono ai consumatori di trovare sconti durante la stagione. Inoltre, il meteo sereno e stabile ha favorito la destagionalizzazione e l’organizzazione di eventi, che hanno contribuito a mantenere i flussi di arrivi.

Un mercato in evoluzione e una stagione strategica

La stagione invernale è ancora strategica per il modello turistico, ma le incertezze sono più delle certezze. I mercati esteri, in particolare Polonia e Repubblica Ceca, si muovono in modo positivo, mentre gli scenari internazionali non sembrano incidere in modo significativo sulle scelte delle vacanze. Ghezzi ha evidenziato che le valutazioni sul mercato italiano sono ancora premature, ma un’eventuale nevicata a fine autunno potrebbe rappresentare una campagna promozionale efficace. L’industria delle neve è già in movimento, con un impegno massimo per predisporre un’offerta di qualità, nonostante le difficoltà e le incertezze.

Le stazioni si preparano a una stagione in cui i costi sono più elevati, ma la domanda rimane alta. La stagione dopo le Olimpiadi Milano Cortina ha creato alcune difficoltà per le stazioni sciistiche a ridosso delle venue, con un certo nervosismo a Bormio riguardo agli investimenti non ancora completati. Tuttavia, Ghezzi ha sottolineato che i Giochi hanno garantito un’enorme visibilità, sperando che possa portare benefici a lungo termine. La legacy dei Giochi si traduce anche nel rispetto degli accordi e nel completamento delle opere promesse. L’industria del turismo alpino, quindi, si prepara a una nuova stagione con un mix di sfide e opportunità, cercando di equilibrare i costi con la soddisfazione dei clienti.

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