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martedì 6 Ottobre 2026

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Cultura

Claudia Lagona: «In amore sono un disastro, e la risposta era mio padre: l’avevo santificato perché era morto»

Claudia Lagona parla del suo rapporto con l’amore e il padre morto da trent’anni, raccontando la sua ricerca di cura e il peso dei ricordi.

Un rapporto con l’amore che non finisce mai

Claudia Lagona, meglio conosciuta come Levante, ha sempre avuto un rapporto complesso con l’amore. «In amore sono un disastro», dice, e spiega che la risposta a questa sua incapacità è arrivata da un uomo che non è più con lei da trent’anni: suo padre. Morto quando lei aveva nove anni, l’uomo è stato per lei un simbolo di dolore e di una forma di santificazione. «L’avevo santificato perché era morto», racconta, e aggiunge che questa sua visione ha influenzato il modo in cui ha cercato l’amore nel corso degli anni. «Per tantissimo tempo ho cercato l’amore con dimostrazioni continue: se ti dimostro che ti amo, tu mi ami», spiega, ma aggiunge che non funziona così.

La sua ricerca di cura ha portato a un disco che racconta la sua storia con il padre.

La lotta contro la depressione e la ricerca di cura

Levante ha affrontato la depressione, che ha avuto origine sia dopo il parto che con la morte di suo padre. «Mi hanno diagnosticato due depressioni: quella post partum, che si è risolta, e quella infantile, mai curata, di quando è morto mio padre», racconta. Prende psicofarmaci, e lo dice apertamente, perché vuole combattere lo stigma che circonda la salute mentale. «Se vai dallo psichiatra pensano che sei pazzo», dice, ma aggiunge che non è così: «Ci vai perché servono delle medicine, come quando hai mal di pancia». Questo atteggiamento è frutto di un percorso terapeutico complesso, che includeva una psicoterapeuta, uno psichiatra junghiano, una life coach e «qualche sciamanina». «Mi ha aiutata, ma era anche un po’ pazza», racconta.

Levante ha trovato un equilibrio con Pietro Palumbo, il suo compagno e padre della figlia Alma. Levante ha trovato un equilibrio con Pietro Palumbo, il suo compagno e padre della figlia Alma. «Stiamo insieme da luglio 2019: sette anni, un record pazzesco», dice. La loro relazione è diversa da quelle passate: «Non ho più ucciso l’amore», spiega. Con Pietro, ha iniziato la terapia di coppia, che le ha dato una nuova prospettiva. «Lui mi insegna la calma, a misurare le parole, a essere meno irruente», racconta. La loro relazione è un esempio di come l’amore può essere diverso, non necessariamente un contatto costante, ma una presenza stabile e rispettosa.

Levante ha anche parlato del suo desiderio di portare la sua esperienza nelle scuole, per aiutare i bambini a comprendere le emozioni e i problemi psicologici. «Credo che bisognerebbe portarlo nelle scuole, dalle elementari», dice. La sua esperienza è un esempio di come la cura di sé può essere un processo lungo e complesso, ma anche necessario per vivere una vita piena.

Levante ha anche raccontato come la sua vita è cambiata con l’arrivo della figlia Alma. «Sono ossessionata dai numeri che ritornano, e tutti i 17 maggio della mia vita sono stati delle rivoluzioni», dice. Il 17 maggio, per dire, è uscita Alfonso, la sua prima hit. «Per me lei è un angelo», aggiunge. La sua esperienza con la maternità è un altro passo nella sua ricerca di equilibrio e di cura di sé. La sua storia è un esempio di come il passato può influenzare il presente, e come la ricerca di cura può portare a una maggiore consapevolezza e a una vita più piena. Con Pietro, Levante ha trovato un modo per vivere l’amore senza ucciderlo, e questo è un passo importante nella sua vita.

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