Il Concerto per la pace, organizzato dall’Italia e svoltosi a Maputo, ha visto una grande partecipazione del pubblico, con l’evento che si è svolto alla vigilia del 34mo anniversario della firma dell’Accordo generale di pace, siglato il 4 ottobre 1992. L’evento, promosso nell’ambito del programma Mozita 2026, ha unito musicisti e cantanti italiani e mozambicani, insieme ai giovani membri dell’Orchestra e del coro Xiquitsi, in una serata dedicata alla musica, alla memoria della pace e alla celebrazione dei legami storici tra Italia e Mozambico.
Il ruolo della musica e del dialogo
L’ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, ha sottolineato durante l’intervento il ruolo del dialogo nella costruzione della pace e ha ripercorso il processo che portò alla firma dell’Accordo generale di pace. Annis ha ricordato il sostegno offerto dal governo italiano, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, al difficile percorso che condusse alla fine della guerra civile mozambicana. La Comunità di Sant’Egidio ha svolto un ruolo fondamentale nei negoziati per l’Accordo di pace, contribuendo a mettere in contatto le parti in conflitto e a creare le condizioni per il dialogo.
La musica è uno dei linguaggi più antichi e universali, ha osservato Annis, e in Mozambico rappresenta una componente fondamentale della storia e dell’identità culturale del Paese. Dalla timbila alla marrabenta, passando per i cori e altre espressioni musicali, Annis ha sottolineato la capacità della musica di costruire ponti anche nei periodi segnati da profonde divisioni. L’ambasciatore ha infine osservato che la musica non è scomparsa durante gli anni della guerra, ma ha continuato ad accompagnare la vita delle comunità, offrendo una forma di espressione, conforto e speranza di fronte alla violenza.
Prima esecuzione assoluta di quattro opere
Sotto la direzione artistica dei maestri Girolamo Deraco e Kika Materula, il concerto ha riunito artisti dei due Paesi insieme ai giovani musicisti dell’Orchestra e del coro Xiquitsi. La seconda edizione del Concerto per la pace ha ospitato anche la prima esecuzione assoluta di quattro opere, tra cui “United We Sing”, composizione di Girolamo Deraco su testo di Eyal Lerner, dedicata al Mozambico e alla pace. Sono state inoltre eseguite la “Fantasia per Orchestra d’Archi” di Gabriele Marchetti, dedicata all’Orchestra Xiquitsi; “Xa Lisima” del compositore mozambicano Estevao Chissano; e “Tres Melodias Moçambicanas” di Humberto Tandane, in un arrangiamento per pianoforte a quattro mani.
Tra gli interpreti sul palco figuravano Chiara Ramello, Lourena Uamusse, Celso Manso, Andreas Garivalis e Petr Yanchuk, oltre a Kika Materula, che ha suonato l’oboe e diretto l’orchestra. Per Gabriele Annis, le quattro opere rappresentano, attraverso la musica, la vicinanza tra Italia e Mozambico e l’importanza dei legami umani nella costruzione di un’amicizia tra i due popoli. Il concerto rientra nel programma Mozita 2026 che, giunto alla seconda edizione, mira a promuovere gli scambi tra Italia e Mozambico attraverso il cinema, l’arte contemporanea e altre espressioni culturali. L’iniziativa ha rappresentato quindi non solo un momento per commemorare una data storica, ma anche un’occasione per riaffermare l’importanza del dialogo e della riconciliazione.
La pace nasce dalla comprensione reciproca, ha sottolineato Annis, ricordando che l’esperienza mozambicana dimostra come la pace si costruisca attraverso il dialogo, la conoscenza dell’altro e la capacità di accettare le differenze. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione e di celebrazione, in cui la musica ha svolto un ruolo chiave nel ricordare il passato e nel costruire un futuro basato sulla pace e sulla collaborazione.



