La rete bancaria in Toscana si riduce del 44,5% in diciassette anni, con un calo di oltre 1.100 sportelli. Secondo le elaborazioni dell’Irpet, le filiali sono passate da 2.541 nel 2008 a 1.410 nel 2025, con quasi un dimezzamento. Sono 31 i comuni senza filiali, mentre altri 58 ne hanno uno solo. Il fenomeno colpisce in modo particolare i piccoli comuni e le aree interne, dove la presenza di un presidio bancario continua ad avere un valore importante per cittadini e imprese.
La digitalizzazione non basta a risolvere il problema. Il rapporto Irpet, curato da Sabrina Iommi con il supporto statistico di Donatella Marinari, individua le aree nelle quali la perdita delle filiali rende più difficile l’accesso ai servizi. Le conseguenze riguardano le persone anziane e chi ha meno competenze digitali, ma anche le piccole aziende e la nascita di nuove imprese. La riduzione dei presidi fisici ha effetti negativi sull’accesso al credito e sulla nascita di nuove imprese manifatturiere.
Le aree critiche e le province più esposte
Le aree critiche si concentrano in 109 comuni su 273, il 40% del totale. In questi territori vive l’11,7% della popolazione toscana e ha sede il 9,1% delle imprese regionali, con l’8,2% degli addetti. La quota più alta di comuni nelle fasce critiche si registra a Massa-Carrara, con il 65%, seguita da Pistoia, con il 60%, e Lucca, con il 52%. Pistoia è la provincia più esposta per il peso della popolazione e delle imprese coinvolte: nei comuni critici vive il 30,1% dei residenti della provincia e ha sede il 27,9% delle aziende.
Le conseguenze si fanno sentire soprattutto nei piccoli comuni montani e periferici. La debolezza del presidio bancario si somma all’invecchiamento della popolazione e alla distanza tra le abitazioni. Nei territori intermedi e produttivi, invece, la banca può essere presente ma con un’offerta insufficiente rispetto al numero di residenti e aziende. Il problema riguarda soprattutto la sproporzione tra domanda e offerta, più che l’isolamento fisico. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha sottolineato che il fenomeno non riguarda solo le aree periferiche o montane, ma anche quelle con piccole attività industriali e manifatturiere, dove una presenza fisica della banca potrebbe rivelarsi utile. L’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, istituito più di un anno fa, ha il compito di monitorare il fenomeno e individuare soluzioni a tutela di cittadini e imprese.
Le proposte per migliorare l’accesso ai servizi
Le proposte del rapporto cambiano a seconda delle difficoltà dei territori. Dove manca il presidio fisico, Irpet indica sportelli periodici o itineranti e punti condivisi tra più banche, anche attraverso convenzioni con gli uffici postali. Dove l’offerta è insufficiente rispetto alla domanda, propone un rafforzamento selettivo della rete. Per gli utenti più fragili diventano centrali l’educazione finanziaria e digitale e l’assistenza nell’utilizzo dei servizi.
L’assessore regionale all’economia Leonardo Marras ha sottolineato che la digitalizzazione deve accompagnarsi al mantenimento di un accesso effettivo ai servizi. “La banca non è soltanto il luogo in cui si svolgono operazioni: per le famiglie e, in particolare, per le micro e piccole imprese è anche un presidio di relazione ed un interlocutore importante per l’accesso al credito”, ha detto. Dobbiamo lavorare insieme al sistema bancario e alle comunità locali per mantenere un accesso effettivo ai servizi essenziali in tutta la Toscana.



