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martedì 6 Ottobre 2026

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Cultura

Welfare culturale in azione: Lucca diventa crocevia per il benessere delle persone

Lucca ospita la prima rassegna nazionale di welfare culturale, con sette esperienze per il benessere delle persone.

Da Lucca, in Toscana, si svolge il 14 e 15 ottobre 2026 la prima rassegna nazionale di “Welfare culturale in azione”, evento che mette in scena sette pratiche innovative per il benessere delle persone. L’evento, organizzato nell’ambito di LuBeC – Lucca Beni Culturali – si svolge al Real Collegio e rappresenta un momento di confronto e sperimentazione tra cultura, salute e comunità. L’obiettivo è far vivere direttamente le esperienze, permettendo ai partecipanti di assumere il ruolo dei destinatari e di comprendere l’impatto delle attività culturali sul benessere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato l’importanza delle arti per la salute, e questa rassegna cerca di tradurre in pratica questa visione.

Un’esperienza partecipativa e interattiva

Non si tratta semplicemente di ascoltare una buona pratica o prendere appunti, ma di provarla. I partecipanti, organizzati in gruppi di massimo 15 persone, entrano direttamente nei dispositivi e nei metodi utilizzati dalle sette esperienze selezionate. Ogni attività è progettata per essere vissuta in prima persona, con l’obiettivo di sperimentare l’impatto di una pratica e confrontarsi su ciò che serve perché sia efficace. I partecipanti danzano, scrivono, disegnano, recitano e interpretano il patrimonio artistico, utilizzando gli stessi approcci e strumenti messi a punto dagli operatori che quotidianamente realizzano queste esperienze nei propri territori.

Sette pratiche diverse per diversi contesti

Le sette esperienze presentate alla rassegna rappresentano una fotografia concreta della varietà del welfare culturale a livello nazionale. Ogni pratica è progettata per rispondere a bisogni specifici, con destinatari, linguaggi e contesti diversi. Ad esempio, “Slow Looking”, proposto da L’Immaginario, è rivolto a persone con demenza e caregiver, e si basa sull’osservazione condivisa di un’opera d’arte. Al contrario, “L’autobiografia dell’altro”, proposto da Porto delle Storie – Macramè, lavora con adolescenti attraverso storytelling e ascolto reciproco, affrontando situazioni di disagio minorile e fragilità linguistica. Altre esperienze si concentrano su gruppi vulnerabili, come i detenuti o i bambini con disabilità, con l’obiettivo di promuovere autonomia, espressione e partecipazione.

Le attività si svolgono in diversi formati, tra cui danza, teatro, scrittura e arti visive, e si svolgono in spazi come musei, teatri e archivi. Ogni pratica è accompagnata da una sessione di analisi e confronto, per entrare nella complessità multidisciplinare che rende possibile un percorso di welfare culturale. Questo approccio mira a costruire competenze, alleanze e condizioni organizzative necessarie per rendere le esperienze trasferibili e duraturo.

Un protocollo per il futuro del welfare culturale

Il Protocollo d’intesa firmato il 29 aprile 2026 dal Ministero della Cultura e dal Ministero della Salute rappresenta un importante passo avanti per il welfare culturale. Il documento prevede ricerca e sperimentazione, formazione del personale sanitario e culturale, confronto multidisciplinare stabile e monitoraggio delle buone pratiche. Questo segnale indica che il welfare culturale sta entrando con maggiore chiarezza nell’agenda pubblica nazionale. L’obiettivo non è solo moltiplicare le esperienze, ma costruire competenze, alleanze e condizioni organizzative capaci di trasformare la qualità artistica in un impatto reale sulle persone e sulle comunità.

Il welfare culturale non coincide con l’idea che l’arte possa semplicemente “curare”. Si tratta di riconoscere alla partecipazione culturale un ruolo nella promozione del benessere, nella prevenzione, nella costruzione delle relazioni e nel contrasto alle disuguaglianze. La sfida è fare in modo che le esperienze possano diventare conoscenza condivisa, competenza professionale e capacità di collaborazione. Questo passaggio riguarda non solo il Terzo settore, ma anche musei, biblioteche, archivi, teatri, amministrazioni pubbliche e servizi sociosanitari. La domanda da portare a Lucca non è solo “Quale pratica posso replicare nel mio territorio?” ma “Che cosa devo cambiare, costruire o mettere in relazione perché una pratica come questa possa avere senso anche qui?”. “Welfare culturale in azione” si svolge il 14 e 15 ottobre 2026 nell’ambito di LuBeC – Lucca Beni Culturali, al Real Collegio di Lucca. I laboratori sono a numero limitato e organizzati su più turni. Informazioni e modalità di partecipazione sono disponibili sul sito lubec.it.

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