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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Carlo Greco, il trasportatore catanzarese che simboleggia la protesta con un camion giocattolo

Un autotrasportatore catanzarese usa un camion giocattolo per esprimere la sua protesta, simbolo di difficoltà economiche e rabbia dei lavoratori.

Carlo Greco, un autotrasportatore catanzarese con oltre mezzo secolo di esperienza, ha attirato l’attenzione del pubblico durante una protesta in piazza a Catanzaro, guidando con un camion giocattolo. L’evento, che si è svolto lunedì mattina alla Cittadella regionale, ha visto un centinaio di autotrasportatori esprimere la loro frustrazione per le condizioni economiche e le difficoltà del settore. Greco, con un cappello blu elettrico in testa e una corda che tira il modellino di plastica, ha rappresentato simbolicamente le loro problematiche, come le ruote consumate e la mancanza di carburante, sostituito da una bottiglia di vino.

Un simbolo di protesta originale

La scelta di usare un camion giocattolo non è casuale. Greco ha spiegato che il modello rappresenta i camion con le ruote consumate, impossibilitati a essere sostituite, e la bottiglia di vino al posto del carburante, simbolo della mancanza di mezzi per proseguire. Questo rappresenta i nostri camion con le ruote consumate che non possiamo cambiare; poi c’è questa bottiglia di vino al posto della ‘nafta’, visto che non ho più i soldi per metterla nel mio automezzo. Inoltre, i quattro palloncini bianchi legati al camion sono un richiamo alla libertà negata e alla sottomissione del popolo.

Un lavoro di mezzo secolo e una voce ironica

Greco, che guida da quando aveva 13 anni, ha espresso una voce ironica ma ferma, rifiutando qualsiasi forma di allitterazione. «Mi dovete perdonare se non sono allitterato – esordisce – ho fatto cinque anni la prima elementare… ma guido da quando avevo 13 anni e qualcosa di strade e motori ne capisco», ha detto, mettendo in luce la sua lunga esperienza e la sua capacità di comunicare con semplicità. La sua protesta, sebbene originale, è un riflesso della situazione difficile del settore, con i lavoratori che si sentono abbandonati e senza alternative.

La protesta, pur non essendo accompagnata da tensioni fisiche, ha espresso una rabbia profonda, causata da anni di difficoltà economiche e mancanza di supporto. I vari Salvini, Meloni e compagnia cercassero di rimettere le cose a posto, altrimenti tutti, tutti resteremo fermi e si ferma l’Italia. Greco ha messo in luce l’importanza del settore per l’economia nazionale, riaccese le discussioni su come affrontare le sfide del settore dei trasporti in una regione come la Calabria, dove le proteste si moltiplicano e si spostano da un comune all’altro.

La protesta di lunedì, sebbene simbolica, ha riacceso il dibattito su come affrontare le sfide del settore dei trasporti in una regione come la Calabria, dove le proteste si moltiplicano e si spostano da un comune all’altro. Gli agricoltori, ad esempio, hanno lasciato Vibo Marina e si sono spostati a Lamezia, dove è previsto un presidio nei pressi dell’aeroporto. Al tempo stesso, un volo salvavita è stato organizzato da Catanzaro a Genova per un ragazzino di 13 anni, mentre la Calabria scende ancora in piazza, con proteste che si estendono dalla Cittadella a Vibo Marina.

La situazione economica del settore dei trasporti è inoltre aggravata da un danno erariale da 4,4 milioni per canoni mai riscossi, con la finanza che acquisisce nuovi atti. Questi fatti, uniti alla protesta di Carlo Greco, mettono in luce una situazione di crisi che coinvolge non solo i trasportatori, ma l’intero tessuto economico della regione. La sua azione, sebbene simbolica, ha riacceso il dibattito su come affrontare le sfide del settore dei trasporti in una regione come la Calabria, dove le proteste si moltiplicano e si spostano da un comune all’altro.

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