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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Cronaca

Traffico di armi nei porti toscani, mozione Avs: “La Toscana si opponga”

Mozione Avs in Regione Toscana contro traffico di armi nei porti. Chiesta istituzione osservatorio permanente.

La Toscana si prepara a prendere una posizione chiara contro il traffico di armi nei porti di Livorno e Piombino, con l’approvazione di una mozione presentata dall’associazione Avs in Consiglio regionale. L’obiettivo è di bloccare la trasformazione dei porti civili in scali strategici per il commercio di armi e materiali esplosivi, un fenomeno che ha suscitato preoccupazioni e proteste da parte di cittadini e lavoratori portuali. La mozione chiede a gran voce un impegno concreto da parte della giunta regionale, con tre azioni chiare: esprimere netta contrarietà alla militarizzazione, garantire trasparenza sull’origine e destinazione dei carichi pericolosi e istituire un osservatorio permanente per monitorare il transito di materiale bellico.

Un aumento esponenziale e una reazione popolare

Secondo i dati forniti, il transito di armi e materiali esplosivi attraverso i porti toscani è in aumento esponenziale. A Marina di Carrara, solo l’anno scorso sono state registrate 934 tonnellate in uscita e 735 tonnellate in entrata di merci esplosive, per un totale di oltre 1,5 milioni di chilogrammi. Questi numeri, sottolineati dal consigliere regionale Avs Luca Falchi, rappresentano una trasformazione pericolosa e silenziosa dei porti civili in snodi strategici della filiera bellica globale. La Toscana sta diventando un hub per il commercio di armi, senza controlli adeguati.

Negli ultimi mesi, cittadini e lavoratori portuali hanno espresso una forte opposizione al traffico di armi, con manifestazioni e presidi in diverse città. Tra i momenti più significativi, si ricorda l’occupazione del ponte Mogadiscio nel maggio scorso per bloccare una nave che, secondo gli attivisti, stava entrando in porto per scaricare armi. “A fronte di operazioni avvenute spesso di notte, con la scorta delle forze dell’ordine, senza alcuna informazione preventiva dei cittadini e delle amministrazioni comunali”, ha spiegato Falchi, sottolineando l’assenza di trasparenza e di coinvolgimento delle comunità locali.

Un appuntamento internazionale per fermare la guerra

Intanto, il prossimo 30 ottobre è prevista una mobilitazione internazionale dei portuali, che vedrà 40 porti europei esprimersi contro la guerra e la militarizzazione. La Toscana deve fare la sua parte per fermare il traffico di armi. “Ed è arrivato il momento che anche le istituzioni facciano la loro parte”, ha sottolineato Falchi, ricordando l’impegno dell’Italia a ripudire la guerra e a fermare il traffico di armi. L’obiettivo è di creare un dialogo e una presenza concreta delle istituzioni per contrastare un fenomeno che, se non fermato, potrebbe trasformare la Toscana in un hub strategico per la filiera bellica globale.

La mozione, presentata insieme a altri esponenti dell’Avs come Ghimenti e Fallani, ha come obiettivo di far sì che la Toscana mantenga il suo ruolo di terra di pace, lavoro e diritti, non diventando un porto franco per il traffico di armi e materiali esplosivi. “La Toscana è terra di pace, non diventi porto franco del traffico di armi e materiali esplosivi”, ha affermato Falchi, ricordando che i porti toscani non dovrebbero essere utilizzati per il commercio di armi verso Paesi in conflitto.

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