Cornaredo, 8 ottobre 2026 – Due progetti di costruzione di data center sono al centro delle preoccupazioni dei cittadini, che denunciano la mancanza di ascolto e chiedono un confronto pubblico con l’amministrazione comunale. I progetti, situati nell’area industriale ex Alemagna e nell’area ex Icoma, sono considerati troppo vicini a abitazioni, scuole e servizi per anziani, con conseguenze potenzialmente dannose per la salute e l’ambiente. Il neo-comitato dei cittadini, nato di recente, ha avviato una raccolta di firme online e banchetti per fermare l’iter e aprire un dibattito con il territorio.
Progetti in corso e preoccupazioni ambientali
Il comitato, guidato da Olga Antonini, portavoce del gruppo, ha sottolineato che Cornaredo si trova al centro dell’area rhodense, dove sono già previsti diversi interventi, tra cui un campus di mega data center nell’area ex Alemagna, due nuovi data center sull’area verde ex Italtel e ulteriori progetti nell’area dell’ex Icoma e dell’Italsempione. A questi si sommano i data center già esistenti o in fase di realizzazione a Rho, Pero, Pregnana Milanese, Sedriano e Vittuone. Di fatto, Cornaredo rischia di essere circondata da questi impianti, con conseguenze deleterie per la salute e l’ambiente, come confermano studi autorevoli.
La salute dei cittadini deve essere prioritaria
Il comitato ha anche ricordato che, grazie alle osservazioni sulle criticità ambientali e procedurali, è riuscito a fermare due nuovi data center nell’area ex Italtel. Tuttavia, la preoccupazione resta elevata, soprattutto per i progetti in corso. “Vogliamo un confronto pubblico, devono esprimersi i cittadini”, ha dichiarato Antonini, sottolineando che non si è contro lo sviluppo tecnologico, ma si chiede una pianificazione sovracomunale e regole che tutelino la salute e l’ambiente.
Un’iniziativa spontanea per fermare i progetti
Il comitato, nato come iniziativa spontanea, chiede una moratoria immediata sui nuovi campus di server e una pianificazione sovracomunale. “Non siamo contro lo sviluppo tecnologico, ma servono regole che antepongano la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente”, ha affermato Antonini. La protesta si estende a tutta l’area dell’hinterland milanese, con il comitato che ha già aderito a una rete di gruppi attivi contro i data center. La questione, secondo il comitato, non riguarda solo Cornaredo, ma ha conseguenze sulla salute e sul benessere di migliaia di cittadini, a causa del consumo dell’acqua di falda, della qualità dell’aria e dell’inquinamento. La raccolta di firme e i banchetti sono solo l’inizio di una battaglia che i cittadini intendono proseguire. “Finora non siamo stati ascoltati: per questo andiamo avanti con la nostra battaglia”, ha concluso Antonini, sottolineando l’importanza di un dibattito aperto e trasparente per decidere il futuro del territorio.



