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giovedì 8 Ottobre 2026

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Cronaca

Emergenza armi bianche tra i giovani: due sequestri in pochi giorni nel Camposampierese

Due sequestri di armi bianche tra i giovani nel Camposampierese in pochi giorni, preoccupa il fenomeno delle lame tra i giovanissimi.

Due sequestri di armi bianche in pochi giorni nel Camposampierese hanno messo in luce un fenomeno preoccupante: l’uso di lame tra i giovani. Martedì sera, 6 ottobre, una pattuglia della Polizia Locale della Federazione dei Comuni del Camposampierese ha notato tre ragazzi in piazza Meridiana, a San Michele delle Badesse, poco prima di mezzanotte. Alla vista dell’auto di servizio, i ragazzi si sono subito allontanati, lasciando a terra un coltello a scatto con una lama di 7 centimetri. L’arma è stata immediatamente sequestrata. Si tratta del secondo episodio in pochi giorni, dopo un altro ritrovamento a Campodarsego, dove un coltello con lama di 20 centimetri era nascosto nella vegetazione lungo l’argine del Tergola.

Controlli notturni e prevenzione del fenomeno

Il comandante Antonio Paolocci ha sottolineato come questi episodi confermino l’importanza dei servizi di controllo del territorio, in particolare nelle ore serali e notturne e nei luoghi di aggregazione giovanile. «Presidiare le piazze e verificare le aree più defilate, come gli argini, consente di intercettare le armi prima che vengano utilizzate», ha spiegato. L’attività di prevenzione, in particolare nei contesti giovanili, è considerata lo strumento più efficace per contrastare il fenomeno, sempre più preoccupante, delle lame tra i giovani.

La presenza di armi bianche tra i giovani rappresenta un’emergenza in crescita, con conseguenze che vanno al di là del semplice possesso illegale. L’uso di lame in contesti di aggregazione giovanile, spesso legato a una sorta di “moda pericolosa”, ha suscitato preoccupazioni tra le forze dell’ordine e i responsabili locali.

Legge 110/1975 e nuove sanzioni

Questi sequestri si inseriscono nel quadro normativo introdotto dall’ultimo Decreto Sicurezza, che ha modificato l’art. 4 della Legge 110/1975 e introdotto l’art. 4-bis, inasprendo le sanzioni per il porto di armi da taglio. Salvo giustificato motivo, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni il porto fuori dalla propria abitazione di strumenti con lama affilata o appuntita superiore a 8 centimetri, e di coltelli pieghevoli con lama pari o superiore a 5 centimetri, dotati di blocco della lama o apribili con una sola mano.

Il decreto vieta inoltre la vendita e la cessione di questi strumenti ai minori di 18 anni, prevedendo una sanzione amministrativa da 200 a mille euro a carico dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale nel caso di un minore sorpreso con un’arma. Il prefetto può inoltre disporre, fino a un anno, la sospensione della patente di guida. Queste misure sono state introdotte per rafforzare la prevenzione e il controllo delle armi bianche, in un contesto in cui il fenomeno sembra crescere tra i giovani, con conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza pubblica.

La presenza di armi bianche tra i giovani rappresenta un’emergenza in crescita, con conseguenze che vanno al di là del semplice possesso illegale. L’uso di lame in contesti di aggregazione giovanile, spesso legato a una sorta di “moda pericolosa”, ha suscitato preoccupazioni tra le forze dell’ordine e i responsabili locali. «Questo fenomeno non può essere sottovalutato», ha sottolineato il comandante Paolocci. «Serve una collaborazione tra scuole, famiglie e istituzioni per contrastare l’uso di armi bianche e prevenire eventuali episodi di violenza o incidenti». L’attenzione si concentra soprattutto sui luoghi di aggregazione giovanile, dove i controlli notturni sono diventati un’arma di prevenzione fondamentale.

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