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giovedì 8 Ottobre 2026

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Cronaca nera

L’8 ottobre 2001, il racconto di un vigile del fuoco: bambini abbracciati ai genitori, lamiere da aprire e l’odore del cherosene

Un vigile del fuoco racconta l’intervento di soccorso a Linate del 2001, con immagini di bambini abbracciati ai genitori e lamiere da aprire.

L’8 ottobre 2001, all’aeroporto di Milano Linate, un’immagine di dramma e coraggio si è impressa nella mente di Roberto Vita, caporeparto dei vigili del fuoco. L’incidente, che ha visto un aereo schiantarsi contro un deposito bagagli, ha portato a un intervento estremo e duraturo, con l’obiettivo di salvare vite umane. Vita, oggi in pensione, racconta con lucidità e dolore il momento in cui ha visto bambini abbracciati ai genitori, lamiere da aprire e l’odore del cherosene. L’esperienza, che ha segnato la sua vita, lo ha portato a non prendere più aerei.

Un intervento in mezzo alla nebbia

L’incidente è avvenuto alle prime ore del mattino, quando la nebbia ha nascosto agli occhi di tutti ciò che era successo in pista. Vita, con circa 25 anni di esperienza, era al comando del reparto dei vigili del fuoco. L’allarme arrivò dalla torre di controllo per un incendio al deposito bagagli. I vigili del fuoco, partiti con tutti i mezzi disponibili, hanno fatto la perimetrale e sono arrivati sul piazzale. La nebbia, fittissima, nascondeva l’aereo schiantato, ma man mano che si diradava, la scena si è rivelata drammatica.

La nebbia ha nascosto l’aereo schiantato, ma la sua immagine è rimasta impressa nella mente di Vita. L’MD-87 della SAS era praticamente spaccato in due. Una parte era entrata nel deposito bagagli e bruciava. Vita ha avvisato la torre: “Guardate che qui c’è un aereo schiantato contro questo edificio”. L’intero intervento ha richiesto l’uso di mezzi specializzati, come mototroncatrici e lame abrasive, per aprire l’aereo pezzo per pezzo. Il lavoro è durato ore, con la collaborazione di polizia e ambulanze. L’odore del cherosene e la nebbia hanno reso l’ambiente estremamente pericoloso, con alcuni vigili che hanno avuto nausea e mal di testa.

Un lavoro di squadra e un riconoscimento

Una delle immagini che Vita ricorda con più dolore è quella dei bambini abbracciati ai genitori, schiacciati all’interno dell’aereo. “Abbiamo visto parecchi bambini attaccati, abbracciati ai genitori”, racconta. L’esperienza, pur drammatica, ha portato a un riconoscimento internazionale. I vigili del fuoco danesi, durante un seminario a Copenaghen, hanno appurato che l’intervento era stato fatto in modo eccellente. “Hanno verificato che chi era rimasto all’interno dell’aereo non era bruciato”, dice Vita.

Il lavoro di Vita e dei suoi colleghi ha salvato vite e ha ricevuto un riconoscimento internazionale. Il lavoro non si è concluso alle 20, quando il turno di Vita terminava. I vigili del fuoco hanno continuato a operare anche il giorno dopo, con il supporto di altri turni. L’esperienza ha lasciato un segno profondo, tanto che Vita non ha più preso un aereo. “A mia moglie non fa molto piacere, perché non riusciamo più ad andare da nessuna parte con l’aereo”, racconta. L’incidente ha anche portato a polemiche, ma Vita non è mai stato coinvolto. “Si parlò di ritardi, ma erano giornalisti che non sapevano che dentro l’aeroporto c’erano squadre e mezzi”, spiega.

Il riconoscimento finale è arrivato con la medaglia d’oro al valor civile, consegnata a Vita insieme al prefetto. “È stato un modo con cui lo Stato ha riconosciuto il lavoro che avevamo fatto”, dice. Venticinque anni dopo, l’esperienza rimane impressa nella mente di Vita, come un momento di dramma e coraggio che non è mai stato dimenticato.

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