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giovedì 8 Ottobre 2026

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Cultura

L’arte e l’empatia: un dialogo tra uomo e macchina all’Università Cattolica

L’Università Cattolica di Milano ospita una Triennale d’arte che esplora il rapporto tra uomo e macchine attraverso l’empatia.

L’Università Cattolica di Milano, insieme a sette altre università cattoliche in otto Paesi diversi, ha lanciato una Triennale d’arte intitolata Exercises in Empathy. Spiritual Machines, che esplora il rapporto tra l’uomo e le macchine attraverso l’arte. L’evento, inaugurato il 6 ottobre 2026, si svolgerà fino al 20 novembre e coinvolgerà 104 artisti, 14 curatori e 8 città. L’obiettivo è creare un dialogo tra etica e estetica, usando l’arte come linguaggio comune per interrogarsi sui temi del mondo contemporaneo.

Un esercizio di empatia in un mondo dominato dalle macchine

La mostra, che si svolgerà nei luoghi del sapere dell’ateneo milanese, propone un’esperienza di riflessione collettiva. Disseminare opere d’arte nei luoghi della ricerca e dell’educazione significa sospendere la frenetica attività quotidiana per permettere un momento di contemplazione e condivisione. «È a partire dalla capacità di collocarsi dentro l’esperienza dell’altro e di abitarne il punto di vista, che l’università può compiere la sua vocazione più innata, ossia: generare comunità attorno alla verità», ha sottolineato il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione.

La scelta dell’arte come strumento di dialogo nasce da un’idea profonda: l’uomo e la macchina non sono in competizione, ma in relazione. «Nella sua origine più profonda la macchina è un dispositivo che apre altre possibilità», ha spiegato Mendonça, ricordando che gli antichi chiamavano l’universo stesso machina mundi. L’idea è di far dialogare l’uomo con la macchina, intesa in senso lato, attraverso l’empatia, un’abilità umana che permette di riconoscere l’altro come Altro.

La macchina come mezzo per il progresso

La Triennale si propone come un esercizio di empatia quanto mai necessario, in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta prendendo sempre più spazio nella società. «L’arte ha il compito di creare comunità», ha affermato la rettrice Elena Beccali, sottolineando che l’arte è in grado di guidare l’umanità nel cogliere il valore dell’empatia, che nasce dal cuore e dallo spirito. «Nell’era dell’intelligenza artificiale, sarà l’arte a guidarci nel cogliere il valore dell’empatia», ha riflettuto Beccali.

La mostra, ospitata in luoghi storici dell’università, trasformerà chiostri, cortili, aule e corridoi in spazi di incontro, ascolto e contemplazione. L’obiettivo è far dialogare l’etica e l’estetica, usando l’arte come linguaggio ecumenico. «Entrare quindi in relazione con la “macchina”, intesa in senso lato, attraverso l’empatia, significa riproporre un movimento prettamente umano, spirituale», ha concluso Mendonça. La Triennale d’arte non è solo un evento culturale, ma un invito a riflettere su come l’uomo possa mantenere il suo ruolo di guida e di empatia in un mondo sempre più dominato da macchine e tecnologie. L’arte, in questo contesto, diventa un ponte tra l’uomo e la macchina, un mezzo per ricordare il senso della ricerca, dell’educazione e della trasmissione del sapere.

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