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giovedì 8 Ottobre 2026

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Esteri

Primo via libera UE per 14 miliardi: Italia apre a flessibilità fiscale per energia e difesa

L’Italia riceve il primo via libera Ue per 14 miliardi per energia e difesa, ma la flessibilità fiscale rimane dibattuta.

La Commissione europea ha dato il primo via libera all’Italia per attivare la clausola di salvaguardia su energia e difesa, liberando 14 miliardi di euro da vincoli del Patto di stabilità. L’approvazione, annunciata oggi da Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia, risponde alle richieste di Roma e Atene per una maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole fiscali in un contesto di inflazione e caro energia. Il provvedimento, che si inserisce nel quadro di bilancio esistente, rappresenta un successo politico per il governo Meloni, ma non chiude il dibattito sulla flessibilità fiscale.

flessibilità fiscale e dibattito europeo

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha presentato oggi una proposta all’Eurogruppo di Lussemburgo, chiedendo una maggiore flessibilità per rispondere all’emergenza energetica. Secondo il Mef, il dibattito sulle ricadute dell’inflazione sui conti pubblici ha raccolto “numerosi consensi”, nonostante le resistenze dei Paesi frugali. Tuttavia, Dombrovskis ha avvertito che “non possiamo introdurre continuamente nuove flessibilità fiscali”, sottolineando la necessità di misure temporanee, mirate e flessibili, che tutelino le fasce più deboli.

La posizione italiana ha trovato un sostegno ampio, ma non un consenso totale. Il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis ha ribadito il mantra degli ultimi mesi, sottolineando l’importanza di attenersi a criteri rigorosi. Intanto, il ministro olandese ha espresso la sua posizione, affermando che “contrarre altro debito non è la soluzione”, mentre il suo omologo tedesco Lars Klingbeil ha chiesto una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. Giorgetti, pur esprimendo fiducia nel fatto che “le buone ragioni tecniche” possano trovare spazio, ha chiesto un’ulteriore riflessione sulla questione.

equilibrio tra stabilità e emergenza

La clausola di salvaguardia, richiesta a settembre dal governo Meloni, permetterà all’Italia di utilizzare i fondi per energia e difesa senza doverli riconoscere come debito. Questo rappresenta un passo avanti per il Paese, ma non risolve completamente la tensione tra la necessità di rispondere all’emergenza energetica e la stabilità finanziaria. Il dibattito rimane aperto, con i Ventisette che dovranno decidere quanto margine concedere senza mettere in discussione il nuovo equilibrio del Patto di stabilità.

Il dibattito non si ferma, ma si sposta verso nuove sfide. Dombrovskis ha assicurato che Bruxelles continuerà a monitorare gli sviluppi e valuterà eventuali ulteriori misure di risposta. Il quadro di bilancio esistente, ha spiegato, già include elementi che offrono un sostegno all’economia, tenendo conto dell’impatto dell’inflazione sull’andamento della spesa netta. La flessibilità fiscale, quindi, rimane un tema dibattuto, ma con un primo passo concreto verso una soluzione. La decisione della Commissione europea rappresenta un momento di svolta per l’Italia, ma non un punto di arrivo. Il dibattito sull’equilibrio tra stabilità e emergenza energetica continuerà, con il rischio di ulteriori tensioni tra i Paesi membri. Il governo italiano, però, ha dimostrato di essere in grado di ottenere un primo consenso, pur mantenendo aperto il confronto su misure più ampie e durature.

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