La riforma della Legge 104 entra in vigore il 1° gennaio 2027, portando cambiamenti significativi per chi richiede il riconoscimento della disabilità. Tra le novità principali, il passaggio della valutazione da parte dell’Inps e l’introduzione del certificato unico. La riforma mira a semplificare e modernizzare il sistema, spostando l’attenzione dallo stato di salute alla capacità di funzionamento della persona, considerando anche le barriere e i sostegni necessari.
Valutazione Inps e certificato unico
La valutazione di base, che sarà effettuata dall’Inps, sostituirà il precedente sistema di accertamento della condizione di handicap. Questo nuovo approccio si basa sulla classificazione ICD e ICF, che permettono di descrivere non solo la malattia, ma anche il funzionamento globale della persona, considerando attività, partecipazione e contesto. Il questionario WHODAS, utilizzato per valutare il funzionamento della persona nei diversi ambiti della vita, sarà parte integrante del processo.
Il certificato unico sostituisce il vecchio verbale e ha valore illimitato, salvo casi specifici di rivedibilità.
La procedura inizierà con la trasmissione telematica del certificato medico introduttivo all’Inps, senza necessità del precedente passaggio amministrativo separato. I tempi della valutazione sono stabiliti: 90 giorni per la procedura ordinaria, 30 giorni per i minori e 15 giorni per le persone con patologie oncologiche.
Progetto di vita e sostegni personalizzati
Una delle novità più importanti è l’introduzione del “progetto di vita”, che mira a collegare i diversi sostegni necessari alla persona sulla base delle sue esigenze, degli obiettivi e del contesto in cui vive. L’obiettivo è costruire un sistema di supporto personalizzato, non solo un accertamento medico. La riforma prevede anche l’implementazione dell’accomodamento ragionevole, che permette di adattare le condizioni per garantire l’esercizio dei diritti con uguaglianza.
Chi ha già un riconoscimento di disabilità non dovrà sottoporsi a una nuova valutazione semplicemente per l’entrata in vigore della riforma.
Per chi deve richiedere il riconoscimento per la prima volta, la procedura partirà dal certificato medico introduttivo, che dovrà includere dati anagrafici, documentazione diagnostica e informazioni anamnestiche. La valutazione sarà effettuata dalle Unità di valutazione di base (UVB), composte da medici nominati dall’Inps, un professionista sanitario rappresentante delle associazioni di categoria e una figura dell’area psicologica o sociale. La riforma modifica anche il linguaggio utilizzato per descrivere la condizione di disabilità. L’espressione “persona con disabilità” sostituisce termini come “persona handicappata” o “diversamente abile”. Le nuove categorie si concentrano sul livello di sostegno necessario, non più su “handicap grave” o “non grave”. Questo cambio di terminologia non implica la perdita dei benefici già riconosciuti, ma un adattamento del sistema per meglio rispondere alle esigenze individuali. Le famiglie e i caregiver dovranno essere preparati al nuovo sistema, soprattutto per la valutazione che richiede informazioni non solo sulla diagnosi, ma anche sulle difficoltà quotidiane, sulle barriere e sui sostegni necessari. L’obiettivo è creare un quadro completo della condizione della persona, che possa guidare l’assegnazione dei servizi e delle prestazioni previste dalla Legge 104.



