Una bomba ha distrutto l’autonoleggio Gold Car a Centocelle, nel cuore di Roma Est, segnando il quinto attacco in una settimana e il tredicesimo dal maggio scorso. L’esplosione, avvenuta nella notte, ha lasciato un quadro di distruzione e tensione, alimentando una guerra di mafia che si svolge nel feudo storico del clan Senese. La sequenza di attentati, che ha colpito diversi quartieri come Romanina, Casal Bruciato, Tuscolano e Tor Bella Monaca, ha intensificato la situazione, con un doppio attacco alla Travis Car all’Alessandrino ad agosto.
Un vuoto di potere che alimenta conflitti
La tensione è scaturita dal vuoto di potere lasciato dal clan Senese, indebolito dalle inchieste e dagli arresti. Senza la figura di Michele ‘O Pazz a fare da paciere, i contrasti tra le fazioni che gestiscono il traffico di crack e cocaina si sono fatti più esplosivi. I residenti, ormai abituati a svegliarsi con le esplosioni, esprimono preoccupazione per l’escalation in corso. «Ci stiamo abituando a svegliarci per le esplosioni», racconta Anna, storica residente del quartiere.
Un autonoleggio colpito più volte
Samuel Calì, titolare dell’autonoleggio Gold Car, ha dichiarato a Repubblica: «Sappiamo chi è stato, noi lo sappiamo». L’esplosione ha distrutto la serranda e ribaltato un’auto all’interno del locale, con schegge di marmo che hanno colpito le vetture parcheggiate. L’attacco non è nuovo per il locale: già nel 2025, Calì e suo padre Mirko, ritenuti vicini ai Senese, erano coinvolti in un’inchiesta che portò all’arresto di Christian Vocaturo, cassiere dei narcos di Tor Bella Monaca. Un residente ha rivelato un ulteriore antecedente: «Due settimane fa sulla serranda era apparsa una minaccia: “Porta le chiavi e la macchina. Sappiamo dove abiti”». La sequenza di attentati ha coinvolto diversi quartieri, con ordigni collocati negli androni o davanti ai locali. Tra i casi più recenti, c’è l’attacco all’enoteca di Don Bosco, distrutta da una bomba, dove il titolare ha omesso di riferire agli investigatori di aver ricevuto una proposta d’acquisto con toni intimidatori solo tre giorni prima dell’attentato. La rete di attività storicamente protette, senza la tutela del vecchio clan, si trova oggi esposta alle azioni dei gruppi rivali.
La reazione dei residenti e la paura
La paura si diffonde tra i residenti, che temono un ulteriore aumento degli attacchi. «Non si dovevano permettere», sussurra qualcuno tra la folla. «Ormai con questi qua non ci si può più dialogare. Basta una discussione e ti mettono un ordigno. E allora tocca reagire», riferisce qualcuno alla testata. La situazione è ulteriormente complicata dall’azione repressiva contro i vertici del clan, culminata nell’ordinanza che contesta al boss Michele Senese, a Leandro Bennato e a Giuseppe Molisso il ruolo di mandanti nell’omicidio di Fabrizio Piscitelli.
La guerra di mafia a Roma Est sembra non mostrare segni di calma. I residenti, tra cui quelli provenienti da quartieri come la Magliana, esprimono disapprovazione per le nuove fazioni. «Quelli erano criminali veri, non queste mezze cartucce che si atteggiano su Instagram», dice un residente. La situazione, purtroppo, sembra destinata a peggiorare, con un’escalation che coinvolge sempre più persone e attività nel cuore della città.



