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sabato 10 Ottobre 2026

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Esteri

Trump e Putin: il potere al posto del diritto

Trump attacca il Tribunale dell’Aja e cerca accordi con Putin per ridurre il ruolo della giustizia internazionale.

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha lanciato un attacco diretto al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, accusandolo di ostacolare gli interessi degli Stati Uniti e di non rispettare il potere economico e politico del Paese. L’obiettivo, come sottolineato da fonti internazionali, è sostituire il diritto con il potere e la giustizia con il mercato. Questo atteggiamento si sposa con un accordo segreto tra Trump e Vladimir Putin, il presidente russo, che prevede l’invio di milioni di tonnellate di gasolio russo negli Stati Uniti, esentate dalle sanzioni, in cambio di un abbassamento dei prezzi dell’energia in vista delle elezioni di Midterm.

La giustizia internazionale come ostacolo

La decisione di sanzionare il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, che ha emesso un mandato di arresto contro Putin, non è vista come una mossa legale, ma come un attacco al principio della giustizia internazionale. Secondo Navi Pillay, Premio Nobel per la Pace, la Corte è un’istituzione che ha il dovere di fare giustizia, anche nei confronti dei leader mondiali. La sua azione, tuttavia, viene percepita come un ostacolo per chi vuole che il mondo sia governato dal potere e dal denaro.

La Corte Penale Internazionale, nata dopo la seconda guerra mondiale, è vista come un’istituzione che difende i diritti e la giustizia, ma per Trump e per chi lo sostiene, essa rappresenta un ostacolo al potere economico e politico. L’Europa, tra cui l’Italia, ha espresso il suo sostegno alla Corte, ritenendola un pilastro della legge e della giustizia. La sua difesa è vista come un’azione di resistenza contro un modello di potere che mette il denaro al di sopra del diritto.

Un accordo per il potere economico

L’accordo tra Trump e Putin non è solo un accordo energetico, ma un simbolo di una nuova forma di relazione internazionale. La Russia fornirà gasolio agli Stati Uniti, esentato dalle sanzioni, in cambio di un abbassamento dei prezzi dell’energia. Questo scambio, però, non mira alla pace, ma alla riduzione del ruolo della giustizia internazionale. L’obiettivo è far diventare il diritto negoziabile, con il rischio di perdere il principio che «nessuno è al di sopra della legge». Secondo l’accordo, la Russia fornirà milioni di tonnellate di gasolio agli Stati Uniti, esentate dalle sanzioni, in cambio di un abbassamento dei prezzi dell’energia in vista delle elezioni di Midterm. Ma la pace non è mai stata l’obiettivo di questo scambio. Il tutto per «smantellarla mattone dopo mattone». Considerando anche i ricchi patrimoni privati. Elon Musk ha appena annunciato di essere diventato trilionario e ha ammesso che, nel giro di poco tempo, il suo patrimonio sarà superiore a quello dell’intera economia globale.

Se Trump riuscirà a distruggere la Corte dell’Aja, allora il mondo potrebbe cedere all’idea che non esistano limiti al potere. La partita allora è tutta sulla difesa della giustizia. Se un tribunale può essere sanzionato perché indaga sui potenti, allora il principio che «nessuno è al di sopra della legge» perde ogni significato. E se un’alleanza si costruisce sulla compravendita di energia mentre si bombarda un Paese vicino, allora la sovranità nazionale diventa una merce come le altre.

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