Per il mese di novembre 2026, i pensionati iscritti all’Enpam riceveranno un aumento legato alla rivalutazione del trattamento, insieme agli arretrati maturati nei primi dieci mesi dell’anno. L’incremento varia in base all’importo della pensione e alle soglie previste dal regolamento dell’ente. Gli importi aggiornati saranno visibili nel cedolino di novembre, mentre l’effettivo importo netto sarà inferiore a causa delle trattenute fiscali. L’aumento annuale per una pensione da 30mila euro lordi annui è di 315 euro, pari a circa 24,43 euro per ciascuna delle tredici mensilità.
Chi riceve gli aumenti e come si calcola l’importo
La rivalutazione, approvata nel gennaio 2026 e definitivamente approvata a settembre, riguarda le pensioni erogate dalle gestioni previdenziali dell’Enpam, a partire dal Fondo di previdenza generale. Sono interessate le pensioni della Quota A, obbligatoria per gli iscritti, e della Quota B, legata all’attività libero-professionale. Tra i beneficiari figurano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale ed emergenza territoriale, oltre agli specialisti ambulatoriali ed esterni. Gli iscritti al Fondo della medicina convenzionata e accreditata, che comprende i professionisti che lavorano o hanno lavorato in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, sono anche interessati.
La rivalutazione per il 2026 è legata all’inflazione e ha un indice pari all’1,4%. Tuttavia, l’adeguamento effettivo riconosciuto dall’Enpam non corrisponde all’intera percentuale: il regolamento prevede una rivalutazione pari al 75% dell’indice fino a quattro volte il trattamento minimo Inps e al 50% sulla parte che supera tale limite. La soglia di riferimento per il 2026 è fissata a 31.816,20 euro lordi annui. Di conseguenza, sulla quota di pensione che rientra entro questo importo l’incremento è pari all’1,05%, mentre sulla parte eccedente si applica una rivalutazione dello 0,70%.
Arretrati e pagamento di novembre
Il pagamento di novembre sarà più consistente rispetto alle mensilità successive perché comprenderà anche gli arretrati maturati da gennaio a ottobre. Gli aumenti e gli arretrati saranno riconosciuti automaticamente, senza che i pensionati debbano presentare una domanda all’Enpam. Le cifre indicate nelle simulazioni sono lorde: l’importo effettivamente accreditato sarà quindi inferiore dopo l’applicazione delle trattenute fiscali. Per conoscere la somma netta spettante sarà necessario consultare il proprio cedolino pensionistico.
Per capire l’effetto della rivalutazione sul cedolino, si possono fare alcune simulazioni basate sugli importi lordi annui delle pensioni. Per un trattamento da 20mila euro lordi all’anno, l’incremento annuo stimato è di 210 euro lordi. Ripartito su tredici mensilità, equivale a circa 16,15 euro lordi in più per rata. Gli arretrati relativi ai primi dieci mesi ammontano a circa 161 euro lordi. Per una pensione da 40mila euro lordi annui, la quota che supera la soglia ammonta a 8.183,80 euro. Applicando le percentuali previste alle due componenti dell’assegno, l’aumento annuo complessivo è di circa 391 euro lordi. La rivalutazione ha ottenuto il via libera definitivo a settembre, dopo le verifiche dei ministeri competenti. Gli iscritti alle gestioni previdenziali Enpam titolari di pensione, compresi i superstiti, erano 184.021 alla fine di dicembre 2025. A questi si aggiungono i professionisti ancora in attività. Da dicembre, invece, l’aumento sarà incorporato nell’importo ordinario della pensione.



