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domenica 11 Ottobre 2026

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Chi controlla i soldi della sanità?

Chi controlla i soldi della sanità? Un’inchiesta svela il conflitto tra pubblico e privato.

La sanità pubblica in Italia si trova a un bivio: mentre viene ridimensionata per contenere le spese, i servizi essenziali vengono affidati a strutture private, spesso con partite da decine di milioni di euro in sospeso. L’inchiesta “Sanità fuori controllo”, in onda su Rai3, ha seguito il caso del Molise, una regione in cui la sanità è ancora commissariata e dove il dibattito sui fondi si fa sempre più acceso. La questione non riguarda solo un territorio, ma rappresenta un paradigma nazionale: chi decide quali cure finanziare e quali servizi tagliare? Chi controlla i soldi?

Un sistema in bilico tra pubblico e privato

Il Molise, pur essendo una regione piccola, ha una sanità complessa. Dal 2007 i conti non tornano, gli ospedali pubblici perdono servizi e i cittadini scendono in piazza per difendere il diritto alle cure. Mentre la sanità pubblica si riduce, strutture private come Neuromed e Responsible Research Hospital si espandono, offrendo servizi strategici che nessun ospedale pubblico del Molise può garantire. Queste strutture, convenzionate, fatturano prestazioni che spesso superano i limiti stabiliti dalla Regione, creando un “extrabudget” al centro di un lungo braccio di ferro tra istituzioni e privati.

Chi decide e chi controlla?

La questione si complica quando si arriva al controllo dei fondi. I 47 milioni e mezzo di euro relativi a Neuromed e Responsible riguardano soprattutto prestazioni ai pazienti di fuori regione. Ma chi verifica che siano appropriate, fatturate correttamente e realmente dovute? PresaDiretta ha seguito documenti ufficiali, verbali riservati, fatture contestate e verifiche rimaste in sospeso, scoprendo una responsabilità che si rimpalla tra la Regione e i commissari nominati da Roma.

La giunta del presidente Roberti non è succube di Patriciello.

Aldo Patriciello, eurodeputato della Lega e coordinatore regionale del partito, è da decenni una figura centrale nella sanità molisana. I suoi tre figli controllano il cuore del gruppo Neuromed. Una lista civica promossa da Patriciello ha sostenuto la candidatura del presidente della Regione Francesco Roberti, di Forza Italia. Roberti, però, ha risposto a PresaDiretta: «La mia giunta prende le decisioni che dico io. Non è che io sia succube di Patriciello». E ha aggiunto: «Lasciate perdere le chiacchiere del conflitto di interessi, che l’Italia è nata nel conflitto di interesse».

Responsible Research Hospital, un altro grande polo della sanità convenzionata molisana, ha un’identità degli investitori ancora sconosciuta. Il presidente della Regione Roberti ha dichiarato di non sapere chi siano i proprietari della società svizzera che controlla la struttura sanitaria, con sede a Campobasso. L’ospedale, che lavora quasi per il cento per cento con risorse pubbliche, gestisce l’unico servizio di radioterapia della regione.

Il ministero sa chi sono i proprietari, ma Roberti non lo sa.

«Il ministero sa benissimo chi sono. La sanità, lo sanno i commissari più di me, io non so nulla», ha detto Roberti, aggiungendo di aver già chiesto di essere nominato lui stesso commissario sanitario ad acta. PresaDiretta ha risalito ai proprietari di Responsible e ha incontrato i vertici dell’ospedale, oggi alle prese con una grave crisi finanziaria, per capire quali siano le prospettive della struttura e il futuro di cure dalle quali dipendono migliaia di pazienti. L’inchiesta racconta un paradosso che va ben oltre i confini del Molise: mentre la sanità pubblica viene ridimensionata per contenere la spesa, ai privati sono affidati servizi sempre più indispensabili e restano aperte partite da decine di milioni di euro sulle prestazioni da verificare e riconoscere.

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